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Tratto da AGC News, di Maddalena Ingroia
Stando a un recente sondaggio, la maggioranza dei turchi vuole vivere in un Paese democratico e laico. In un momento in cui crescono le preoccupazioni per l’arretramento della democrazia e dell’ordine laico in Turchia, la stragrande maggioranza dei cittadini ha dichiarato che preferirebbe vivere in un Paese democratico e laico, secondo i risultati di un sondaggio d’opinione.

Alla domanda: “In che tipo di Paese vorresti vivere?”, il 72,9% dei partecipanti al sondaggio, condotto dalla società Metropoll di Ankara, ha risposto che vorrebbe vivere in un Paese democratico e laico, riporta Turkish Minute.

Anche la maggioranza dei sostenitori del Partito per la Giustizia e lo Sviluppo, Akp, e del suo alleato di estrema destra, il Partito del Movimento Nazionalista, Mhp, desidera vivere in un Paese democratico e laico: il 57,8% degli elettori dell’Akp e il 74,5% di quelli dell’Mhp hanno risposto il tal senso.

Tratto da Il Sole 24 Ore, di Roberto Bongiorni
La deriva autoritaria di Kais Saïed, nemico del movimento islamico tunisino Ennahda, rischia di riportare le lancette del tempo indietro di 12 anni. Lunedì 25 il controverso referendum di riforma costituzionale

Ricordiamoci il nome: Kais Saïed. Perché questo scaltro politico di 64 anni, votato nel 2019 presidente della Tunisia, e subito dopo autoproclamatosi “salvatore della patria”, potrebbe mettere una volta per tutte la parola fine a quella grande ondata rivoluzionaria che scosse i Paesi del Nord Africa e di parte del Medio Oriente, definita – quando le illusioni prevalevano su tutto - Primavera araba.

La deriva autoritaria di questo populista in salsa mediorientale, nemico del movimento islamico tunisino Ennahda, rischia di riportare le lancette del tempo indietro di 12 anni. Come? Con un controverso referendum di riforma costituzionale - si vota lunedì 25 luglio - che conferirà al presidente ampissimi poteri e che, per la prima volta in un Paese arabo toglierà il riferimento all’Islam come religione di Stato (per poi furbescamente inserire la Tunisia nella Umma, la grande nazione islamica senza confini).

Tratto da HuffPost
La leader di Fratelli d'Italia sui social: "Il velo islamico non rappresenta in alcun modo un valore europeo". E la Lega fa eco: "Sottomissione, non normalità"
La campagna social dell'Unione europea per l'Anno Europeo dei Giovani 2022, la cui testimonial è una giovane che indossa l'hijab, il copricapo tradizionale delle donne di religione islamica, scatena l'ira di Fdi e della Lega, che la considera come "uno schiaffo a Saman". "Quella donna ha il compito di stimolare il dibattito sui valori europei. Ma il velo islamico non rappresenta in alcun modo un 'valore europeo'", sbotta sui social Giorgia Meloni, ricordando che "in Europa le donne si sono liberate, dopo secoli di battaglie, da simboli di sottomissione come questi e non abbiamo nessuna intenzione di rinunciare alle nostre conquiste in nome del politicamente corretto caro alla sinistra. Le femministe europee non hanno nulla da dire?".
Tratto da La Voce (ANSA) – ROMA, 24 LUG – Il presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei) Matteo Maria Zuppi si sofferma con La Stampa sul passaggio delicato che sta attraversando il Paese tra la caduta del governo e i rischi di una crisi sociale. “Le misure contro fragilità e diseguaglianze sono urgenti, e invece rischiano di essere ancora rimandate, dato che i processi decisionali saranno di fatto paralizzati almeno fino all’autunno”, afferma l’arcivescovo di Bologna. “La crisi di governo – aggiunge – rischia di bloccare gli aiuti economici in arrivo con il Pnrr”, che è “un’ opportunità unica per ricostruire tanti pezzi della nostra Nazione” e che “guarda al futuro”.
Tratto da Rete l'Abuso, di Francesco Zanardi Denunciato già nel 2010, l’allora vescovo Piergiorgio Micchiardi non diede seguito alla denuncia delle presunte vittime lasciandolo alla direzione di istituti per minori. Una seconda denuncia del 2022 fatta questa volta la vescovo Luigi Testore, dopo l’indagine previa ha raccolto l’ammissione dello stesso don Carlo Bottero, oggi reo confesso di abuso sessuale ai danni di chi lo querela. Ora l’ultima parola resta alla Congregazione per la Dottrina della Fede, alla quale la Diocesi ha inviato l’esito dell’indagine previa ed il fascicolo. Di seguito il racconto della presunta vittima e della vicenda in oggetto.
 

Non potevamo non ricordare due uomini scomparsi a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro, grandi testimoni del pensiero laico e della sua straordinaria fertilità culturale e civile. Ad Angelo Guglielmi, scomparso l’11 luglio, dobbiamo i sette anni che cambiarono la televisione.

Tratto da Cidi Torino
La legge 92/2019 attualmente in vigore prevede che all'insegnamento dell'educazione civicasiano dedicate 33 ore annuali prese dall'orario dell'obbligo (monte ore obbligatorio previsto dagli ordinamenti vigenti). La distribuzione delle ore tra i docenti varia a seconda dei livelli di scuola e inalcuni consigli di classe è accaduto che siano state assegnate ore di educazione civica al docente di IRC nonostante sia chiaro che la disciplina non è obbligatoria per tutti ma oggetto di libera scelta. Sono nate quindi delle criticità perché in tal caso gli studenti che non si avvalgono (e hanno il dirittodi non avvalersi e anche di non seguire eventuali ore alternative) vengono privati di ore di insegnamento di educazione civica.
Tratto da Notizie.it, di Lisa Pendezza
La Chiesa si comporta da Chiesa e chi si sorprende finge o si illude. Ma a doverci fare un esame di coscienza siamo anche noi laici.
C’è una linea sottile che separa la tradizione dall’incapacità di stare al passo coi tempi e ancora più sottile è l’ingegno che a volte ci vuole per distinguere tra le due cose. Più banalmente: quando “si è sempre fatto così” è un valore da proteggere e quando, invece, deve diventare la spinta verso lo stravolgimento di ciò che è stato e la nascita di qualcosa di nuovo?