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LaicaMente è un blog in cui puoi trovare e postare alcune riflessioni sulla laicità. La principale finalità è quella di aumentare la presenza di una riflessione laica, democratica ed indipendente sulla rete. I contenuti di questo sito web rappresentano il pensiero dei loro autori, non hanno una periodicità predefinita e sono frutto di un impegno non retribuito e volontario. Laicamente si impegna a rispettare i diritti di privacy e copyright, ogni contributo è firmato e, se raccolto sulla rete, non sarà riprodotto interamente e avrà il link alla fonte e, se disponibile, il nome dell’autore.

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Da Il Dolomiti, di Francesca Cristoforetti
Dopo la segnalazione de Il Dolomiti il contatto dell'associazione tedesca Profemina è stato rimosso dalla pagina della Provincia di Bolzano. Discutibili il suo metodo di consulenza online. Camin: "L'ascolto è fondamentale, i test impostati in questo modo non possono funzionare, risposte condizionate". Fregona: "Confrontarsi con una operatrice pro life o pro choiche è molto diverso"
BOLZANO. "E' un sito ambiguo che dà informazioni parziali ed errate. L'ascolto è fondamentale, i test impostati in questo modo non possono funzionare. Noi partiamo dall'ascolto della donna, accompagnandola in una scelta e una decisione che deve essere solo sua". A parlare è Silvia Camin, presidente del consultorio laico Aied di Bolzano a seguito della segnalazione da parte de Il Dolomiti, sull'associazione tedesca pro life Profemina fino a pochi giorni fa presente con il suo contatto e-mail sulla pagina ufficiale della Provincia autonoma di Bolzano.
Tratto da Dire.it, La Redazione
"La sua volontà doveva essere rispettata"
ROMA – “La Corte di Cassazione – sezione III civile ha emesso la sentenza 26209/22 con cui ha accolto il ricorso di una paziente Testimone di Geova a cui era stata effettuata una trasfusione di sangue contro la sua volontà. Il dissenso espresso prima dell’intervento secondo la Corte doveva essere rispettato dai medici perché “la necessità della trasfusione era stata logicamente indicata come consustanziale all’intervento da effettuare, e rispetto a – ovvero in funzione di – tale specifica possibilità, concreta per quanto non già di presente evidenza, vi era stato espresso dissenso”. Lo rendono noto i Testimoni di Geova in una nota stampa.
Tratto da Il Corriere, di Aldo Grasso
La grandezza del divulgatore scomparso risiedeva nel suo non essere un accademico

Una volta, durante un convegno, un relatore chiese a Piero Angela perché nei suoi programmi di divulgazione non avesse mai nominato Dio. Domanda ingenua e il primo a stupirsene fu Angela stesso. Il grande giornalista, scomparso a 93 anni, è sempre stato persuaso che la cultura scientifica, quella che discende dagli illuministi, fosse implicitamente superiore a ogni altro tipo di conoscenza, perché più «saggia» (la scienza vive sul suo incessante processo di verifica collettiva che le permette col tempo di individuare ed emendare eventuali errori) e non condizionata dalle ideologie e dalle credulità. Per questo aveva fondato il CICAP, il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze, un’associazione di promozione sociale, scientifica ed educativa, che promuove un’indagine scientifica e critica nei confronti delle pseudoscienze, del paranormale, dei misteri e dell’insolito con l’obiettivo di diffondere la mentalità scientifica e lo spirito critico.

Tratto da MicroMega, di Cinzia Sciuto
In Europa sono decine gli intellettuali e scrittori minacciati da fanatici islamici.
Nel 1989, quando l’ayatollah Kohmeini emanò la fatwà contro Salman Rushdie, Hamed Abdel-Samad era uno studente liceale in un paesino in Egitto. Un giorno il suo professore di arabo entrò in classe parlando di uno scrittore indiano al soldo dell’Occidente che aveva offeso l’islam e citando un importante poeta egiziano, Farouk Gouida, che aveva descritto Rushdie come “un uomo il cui cuore era posseduto dal diavolo e profetizzava che un giorno un cavaliere musulmano avrebbe tagliato la sua testa diabolica”. “In quanto musulmano devoto che venerava il Profeta”, racconta Abdel-Samad, “all’epoca non avevo altra scelta che odiare Rushdie, proprio come tutti gli altri intorno a me”.
Tratto da Formiche, di Rossana Miranda 
La famosa cantante pop è agli arresti domiciliari, dopo essere stata in carcere per un commento sulle scuole religiose islamiche. L’ombra della campagna elettorale e la divisione della Turchia
Gülsen Bayraktar Çolakoglu, la famosa cantante pop turca, ha voluto essere provocatoria e il governo di Recep Tayyip Erdogan gliel’ha fatta pagare con il carcere. L’artista ha trascorso diversi giorni in arresto nel centro penitenziario Bakirköy di Istanbul, dopo essere stata detenuta a causa di un suo commento sulle scuole religiose islamiche. Ora è in attesa di processo e si trova agli arresti domiciliari. Secondo l’agenzia Anadolu, Gülsen è accusata di “incitazione all’odio e all’ostilità” per via di una dichiarazione molto polemica sugli istituti imam hatip, scuole per l’istruzione religiosa islamica. Aveva definivo “pervertiti” gli alunni di queste scuole e poi si è scusata sostenendo di avere fatto solo una battuta.  Gülsen, nata a Istanbul nel 1976, è considerata la “Madonna della Turchia”.
Tratto da volerelaluna.it, di Franco Guaschino   La notte scorsa sono stato tormentato da un incubo. Mi apparivano, in rapida successione, i volti di personaggi poco raccomandabili che urlavano ai quattro venti: «Ho fatto il mio partito, votate per me!». I nomi dei loro gruppi politici si manifestavano per un attimo tra le nuvole grigie, ma, essendo privi di un chiaro significato, non facevo nemmeno in tempo a memorizzarli. A un certo punto, un ennesimo faccione, che sembrava quello di Santoro, è saltato fuori gridando: «Quasi quasi faccio il mio nuovo partito della Sinistra che non c’è». A quel punto mi sono svegliato di soprassalto, terrorizzato e scosso da tremiti.
Tratto da La Repubblica, di Michele Serra Tra la miriade di categorie che si sentono offese per ragioni di genere o di etnia o per una qualche cicatrice storica da dissotterrare, si sente la mancanza degli atei e degli agnostici americani (ce ne sarà pure qualcuno,a parte Woody Allen). A proposito di violazione dei diritti della persona, quale più macroscopica, e quale più attuale della decisione di diversi Stati repubblicani, ultimo il Texas, di appendere nelle scuole il cartello "Noi crediamo in Dio"? E chi non ci crede che fa, tace e se ne vergogna, si sente indegno della comunità, cerca rifugio in Europa, accetta l'esclusione a capo chino, come una sua grave colpa?
Tratto da MicroMega, di Monica Lanfranco

Nessuna forza politica nomina la difesa dello stato laico e della laicità come priorità da difendere e diffondere.

Celebrare il dissenso: c’è molta densità nella scelta del titolo dell’incontro delle menti più attive nel mondo sulla laicità e la libertà di espressione. Perché il dissenso non è solo opposizione, lotta e critica: è anche, e soprattutto, libertà, arte, musica, gioia e, appunto, celebrazione della differenza e dell’indipendenza dalle limitazioni imposte dalle religioni usate come arma contro l’autodeterminazione.
  Tratto dal Notiziario online del Coordinamento per la laicità della scuola, di Cesare Pianciola  

Tempo di elezioni: scuola e diritti

Abbiamo scorso alcuni giornali e alcuni siti. Alla fine di agosto “Libero” ha alimentato la polemica contro Carlo Calenda, per il quale le carenze in italiano e in matematica registrate soprattutto nella formazione professionale dovrebbero essere corrette rafforzando “le materie di carattere generale e trasversale”, nel quadro di un riordino complessivo dei cicli scolastici, con l’obbligo fino ai 18 anni, facendo terminare le superiori un anno prima. “Libero” si e" fatto portavoce dei settori imprenditoriali per i quali, anziche# rafforzare la formazione generalista, la scuola dovrebbe investire di piu" su quella tecnica e professionale, tenendo conto del fatto che secondo i dati del monitoraggio nazionale del 2022, realizzato da Indire su 5.280 diplomati degli istituti tecnici e professionali, l’80% ha trovato un’occupazione nel corso dell’anno 2021, nonostante le restrizioni e le difficolta" causate dalla pandemia (cfr. https://www.tecnicadellascuola.it/licei-vs-istituti- tecnici-per-carlo-calenda-ce-un-problema-di-preparazione- gigantesco-e-ovviamente-scoppia-la-polemica).