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Istituzioni laicità religioni

A Ginevra vietati i battesimi nel lago Lemano

Tratto da Riforma.it, della Redazione

Polemiche nel cantone ginevrino per l’interdizione all’utilizzo di suolo pubblico per la cerimonia, ma ciò vale soltanto per le chiese che non hanno relazioni ufficiali con lo Stato

L’argomento ravviva il dibattito sulla laicità in Svizzera. Gli ambienti evangelici denunciano una «caccia alle streghe» in seguito alla decisione del Cantone di Ginevra, l’8 luglio, di vietare i battesimi organizzati da due parrocchie locali nelle acque del lago.

«È un abuso di autorità», ha dichiarato all’agenzia stamp AFP Jean-François Bussy, presidente della Federazione evangelica del vicino cantone di Vaud, dove i battesimi sono ancora permessi. «Non abbiamo avuto lamentele nel cantone di Vaud, che è molto più liberale in questo senso rispetto a Ginevra, che a mio parere applica un laicismo fondamentalista e una caccia alle streghe del tutto detestabile», ha commentato il presidente di questa sezione della Rete evangelica elvetica, che conta circa 40.000 membri nella Svizzera francese.

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Chiesa Cattolica democrazia Istituzioni

Chiesa Francia contro legge “anti-Islam”/ “Restrizioni alla libertà di ogni culto”

Tratto da IlSussidiario.net, di Niccolò Magnani

La Chiesa in Francia protesta contro la legge anti-separatismo Islam: “rischio di restrizioni alla libertà di culto di tutte le fedi e associazioni religiose”
LA PROTESTA DELLA CHIESA CONTRO LA LEGGE DI MACRON

Da sempre la Francia è la “patria” dove il confine sottile tra laicismo e laicità spesso viene “confuso” se non del tutto varcato: succede infatti che l’ormai famosa “legge contro il separatismo” voluta dal Presidente Macron nel 2020 per contrastare l’aumento di “forme” jihadiste e fondamentaliste islamiche, si stia tramutando in un sorta di “tagliola” in generale per la libertà di culto in Francia. La denuncia arriva dalla Conferenza Episcopale francese, assieme ai fratelli protestanti e ortodossi, direttamente al Consiglio Costituzionale (molto simile per funzioni alla nostra Consulta): ad essere contestate sono le nuove disposizioni restrittive contenute nella legge «per confortare il rispetto dei principi della Repubblica». Il testo modificato di recente introduce restrizioni anti-terrorismo che però rischiano di intaccare le associazioni di ispirazione religiosa, e non solo le pratiche anti-libertarie di una parte dell’Islam.

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laicità Mondo religioni

Sacralità e laicità nella città santa

Tratto da Il Sole 24 Ore, di Ugo Tramballi

Il turista che arriva a Gerusalemme, camminando nei vicoli e fra i mercati della Città Vecchia, s’illude di assistere a un miracolo: ebrei, musulmani e cristiani; sinagoghe, moschee, chiese; arabi ed ebrei insieme dentro gli 0,9 chilometri quadrati chiusi dalle mura ottomane del XVI secolo in una contaminazione virtuosa.

E’ un abbaglio. Il reclutamento è già in corso. A partire dalla descrizione della prima pietra antica incontrata, la guida scelta dall’inconsapevole turista è al lavoro per vendere la versione di Gerusalemme delle sue fedi: la religiosa e quella politica. “Non c’è un pollice di Gerusalemme dove un profeta non abbia pregato e dove un angelo non si sia fermato”, diceva Ibn Abbas, cugino di Maometto, già nel VII secolo, poco dopo la conquista musulmana. “Non c’è un solo luogo costruito in questo paese che non abbia avuto prima una popolazione araba”, avrebbe aggiunto 13 secoli più tardi l’israeliano Moshe Dayan, unificatore della città dopo la vittoria nella guerra dei Sei Giorni del 1967.

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Istituzioni religioni

Macellazione rituale, controversia tra libertà religiosa e benessere animale

Tratto da Libero Pensiero, di Alessio Arvonio

Nell’antica religione persiana del Manicheismo vi era l’idea che alla base della realtà vi fosse una lotta perenne tra il bene e il male; due forze in conflitto che muovevano le trame della storia. Ad oggi alcune cose sono cambiate. La lotta continua, ma a smuovere la storia partecipa, in aggiunta, una contrapposizione inedita fra due beni, per così dire, sul piano teorico. Il campo di battaglia è la macellazione rituale, che porta al fronte due diversi diritti: da un lato il benessere degli animali, dall’altro la libertà religiosa.

L’alimentazione è un atto naturale, ma nel corso dei secoli ha assunto, presso molte civiltà e religioni, connotazioni sacre che prescrivono determinati procedimenti (preghiere, qualità tipiche del macellaio, condizioni geografiche particolari, invocazioni e benedizioni) per la produzione di un prodotto affinché diventi edibile. Un caso particolare riguarda la carne, per cui si parla talvolta di macellazione rituale, espressione intesa a sottolineare la sacralità di alcuni gesti, giudicati da molti cruenti. Ciò avviene soprattutto presso due grandi religioni: l’Ebraismo e l’Islam.

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democrazia Istituzioni laicità

Ragionare di Palestina è impossibile, anche nel Parlamento italiano

Tratto da Volere la luna, di Francesca Albanese

La Palestina – ovvero ciò che è rimasto della Palestina storica alla creazione dello Stato di Israele nel 1948 –, comprendente Cisgiordania, Gerusalemme est e Striscia di Gaza, è terra che Israele occupa militarmente dal 1967.

È bene ribadire da subito che il diritto internazionale ammette le occupazioni militari solo in forma temporalmente limitata, con precisi vincoli di tutela della popolazione sotto occupazione e, soprattutto, senza mai trasferire sovranità alla potenza occupante. Lo Stato di Israele viola sistematicamente questi principi dal 1967, a mezzo di continui trasferimenti di civili e costruzione di colonie nella Palestina occupata. Negli ultimi decenni tali violazioni sono state condannate ripetutamente dalle principali istituzioni internazionali, da ultimo il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni unite. Le organizzazioni umanitarie concordano che tale occupazione sia illegittima e illegale, poiché condotta tramite usi proibiti della forza armata e allo scopo di annettere territorio palestinese allo Stato di Israele, sfollando i palestinesi che vi abitano. A fronte di tale realtà, ampiamente documentata, è necessario che la politica si conformi ai precetti del diritto internazionale, sanzionando Israele e sostenendo i palestinesi nel processo di autodeterminazione loro assegnato non da questa o quella fazione politica, ma dai più fondamentali principi della comunità internazionale.

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Chiesa Cattolica

Il governo canadese insiste: «Le scuse del Papa non bastano»

Tratto da Tio.Ch, di Simone Roncoroni

Il primo ministro ribadisce che il viaggio di Francesco è solo il primo passo verso la riconciliazione

OTTAWA – Il governo canadese non ha usato giri di parole: le scuse di Papa Francesco verso i popoli indigeni, per gli abusi nelle scuole residenziali gestite dalla Chiesa, non sono sufficienti. Le dichiarazioni sono arrivate quando il viaggio del Pontefice è giunto alla seconda tappa, a Quebec City. Nella città canadese il Papa ha incontrato, durante la giornata di ieri, il primo ministro Justin Trudeau e la governatrice Mary Simon.

Il tentativo del Vaticano di fare chiarezza su un passato tanto controverso quanto ambiguo, ha sollevato parecchie critiche. Le perplessità del governo canadese si sono unite all’indignazione di alcune vittime, che non hanno apprezzato il silenzio sugli abusi sessuali subiti dai bambini indigeni nelle scuole. Il mea culpa del Papa non ha raccolto quindi i consensi sperati. Alcune lacune nelle scuse presentate da Francesco non sono piaciute e sono state rimarcate da molte vittime.

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Chiesa Cattolica

8 per mille: calano ancora le firme per la Chiesa cattolica

Tratto da MicroMega, della Redazione

Stando ai dati del Mef, si conferma il trend rilevato lo scorso anno con il calo della Chiesa e la crescita dello Stato.

8 per mille: continua il calo di preferenze per la Chiesa cattolica, che perde 260 mila firme, mentre si conferma il trend in favore dello Stato, che ne guadagna 220 mila. Sono questi i dati (provvisori) relativi alle dichiarazioni dei redditi del 2021 pubblicati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Già lo scorso anno (dichiarazioni 2020) si era registrato un “travaso” dalla Chiesa allo Stato, con le firme alla Chiesa scese per la prima volta sotto il 30% del totale dei contribuenti (dal 31,83%, 13 milioni 168 mila firme, al 29%, pari a 12 milioni 56 mila firme) e un balzo in avanti dello Stato di un milione di firme (da 2 milioni 830 mila a 3 milioni 801 mila, per un salto dal 6,8 al 9%). Il trend, secondo i dati provvisori diffusi dal Mef, si conferma, seppur in misura inferiore, anche per le dichiarazioni dei redditi del 2021: le scelte per lo Stato salgono a 4 milioni 21 mila, quelle per la Chiesa scendono ulteriormente a 11 milioni 795 mila.

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Istituzioni laicità Persone religioni

Il fuoco pedofilo sotto la cenere dei Focolari di Chiara Lubich

Tratto da Domani, di Federica Tourn

La denuncia al prefetto vaticano Kevin Farrell di un «predatore» pedofilo che però è stato soltanto spostato Il movimento minimizza: «Dal 2014 ricevute dodici segnalazioni in Italia, solo in sei casi giudicate verosimili»

È il 3 gennaio 2021e la Rai trasmette in prima serata la fic­tion L’amore vince tutto sulla figura di Chiara Lubich, la maestra di Trento che sotto i bom­bardamenti della seconda guer­ra mondiale decide di consacrar­si all’amore per Dio fondando una comunità ecclesiale di laici cattolici,
il movimento dei Focola­ri. Nessuna ombra nel racconto televisivo, neanche una nota dis­sonante. Eppure proprio in quei giorni la società Gcps Consulting incaricata dai vertici del movimento, sta cominciando a investi­gare sulle denunce di abuso ses­suale a carico di Jean-Michel Mer­lin, un membro con ruoli apicali in Francia e che, con 37 vittime accertate, verrà definito un «abusa­tore seriale di minori» che ha go­duto della copertura del movi­mento.

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Istituzioni laicità Mondo religioni

Come si diventa italiani? Il folklore sovranista sullo Ius Scholae

Tratto da Eco Internazionale. di Daniele Monteleone

Il certificato di italianità va guadagnato e meritato superando delle “prove di cittadinanza” che secondo gli infiniti emendamenti dei sovranisti allo Ius Scholae vanno dalle sagre al presepe. 

Calendarizzata per il mese di luglio, la discussione alla Camera dello Ius Scholae, la proposta di modifica dell’ottenimento della cittadinanza italiana, rischia un pesante slittamento sia a causa di una – tanto per cambiare – crisi di governo estiva, sia per la sistematica operazione di ostruzionismo compiuta dai partiti della destra capaci di sfornare centinaia e centinaia di emendamenti per rallentarne il percorso parlamentare.

Il marchio di italianità è divenuto così uno dei temi caldi dell’estate italiana (già attraversata da altri temi decisamente “scottanti”), un’estate in cui si sarebbe potuto riconoscere la cittadinanza a un numero di bambini stranieri che si aggira fra i 300mila e il mezzo milione.

I 651 emendamenti di Lega e Fratelli d’Italia alla proposta dello Ius Scholae (originariamente un testo contenente contributi provenienti da Partito Democratico, Forza Italia e adesso anche Movimento 5 Stelle) sono stati per la stragrande maggioranza “innocui”, ovvero di natura formale, legati alla struttura dei periodi, alle scelte lessicali e grammaticali, e che quindi non vanno a intaccare la sostanza della proposta di legge.

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democrazia Istituzioni laicità

TURCHIA. Sondaggio: i turchi vogliono vivere in un paese laico

Tratto da AGC News, di Maddalena Ingroia

Stando a un recente sondaggio, la maggioranza dei turchi vuole vivere in un Paese democratico e laico. In un momento in cui crescono le preoccupazioni per l’arretramento della democrazia e dell’ordine laico in Turchia, la stragrande maggioranza dei cittadini ha dichiarato che preferirebbe vivere in un Paese democratico e laico, secondo i risultati di un sondaggio d’opinione.

Alla domanda: “In che tipo di Paese vorresti vivere?”, il 72,9% dei partecipanti al sondaggio, condotto dalla società Metropoll di Ankara, ha risposto che vorrebbe vivere in un Paese democratico e laico, riporta Turkish Minute.

Anche la maggioranza dei sostenitori del Partito per la Giustizia e lo Sviluppo, Akp, e del suo alleato di estrema destra, il Partito del Movimento Nazionalista, Mhp, desidera vivere in un Paese democratico e laico: il 57,8% degli elettori dell’Akp e il 74,5% di quelli dell’Mhp hanno risposto il tal senso.

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Istituzioni laicità religioni

La Tunisia vota la Costituzione che cancella la Primavera

Tratto da Il Sole 24 Ore, di Roberto Bongiorni

La deriva autoritaria di Kais Saïed, nemico del movimento islamico tunisino Ennahda, rischia di riportare le lancette del tempo indietro di 12 anni. Lunedì 25 il controverso referendum di riforma costituzionale

Ricordiamoci il nome: Kais Saïed. Perché questo scaltro politico di 64 anni, votato nel 2019 presidente della Tunisia, e subito dopo autoproclamatosi “salvatore della patria”, potrebbe mettere una volta per tutte la parola fine a quella grande ondata rivoluzionaria che scosse i Paesi del Nord Africa e di parte del Medio Oriente, definita – quando le illusioni prevalevano su tutto – Primavera araba.

La deriva autoritaria di questo populista in salsa mediorientale, nemico del movimento islamico tunisino Ennahda, rischia di riportare le lancette del tempo indietro di 12 anni. Come? Con un controverso referendum di riforma costituzionale – si vota lunedì 25 luglio – che conferirà al presidente ampissimi poteri e che, per la prima volta in un Paese arabo toglierà il riferimento all’Islam come religione di Stato (per poi furbescamente inserire la Tunisia nella Umma, la grande nazione islamica senza confini).

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laicità Raccolti dai Social religioni

Giorgia Meloni contro la scelta dell’Ue di una donna con hijab come testimonial: “Le femministe che dicono?”

Tratto da HuffPost

La leader di Fratelli d’Italia sui social: “Il velo islamico non rappresenta in alcun modo un valore europeo”. E la Lega fa eco: “Sottomissione, non normalità”

La campagna social dell’Unione europea per l’Anno Europeo dei Giovani 2022, la cui testimonial è una giovane che indossa l’hijab, il copricapo tradizionale delle donne di religione islamica, scatena l’ira di Fdi e della Lega, che la considera come “uno schiaffo a Saman”. “Quella donna ha il compito di stimolare il dibattito sui valori europei. Ma il velo islamico non rappresenta in alcun modo un ‘valore europeo'”, sbotta sui social Giorgia Meloni, ricordando che “in Europa le donne si sono liberate, dopo secoli di battaglie, da simboli di sottomissione come questi e non abbiamo nessuna intenzione di rinunciare alle nostre conquiste in nome del politicamente corretto caro alla sinistra. Le femministe europee non hanno nulla da dire?”.