L’ESORCICCIA. GIORGIA MELONI E L’ARTIFIZIO INTELLIGENTE.

Tratto da Critica Liberale, di Francesca Palazzi Arduini.

Che fare, pensa la Presidente del Consiglio, per dare un contentino a Bergoglio? Insomma… sui migranti meglio buttar soldi in Albania che darne ai preti, che poi manco la votano. E poi chissenefrega tanto ormai tutti deportano gente, fan peggio gli inglesi, lo pensa tutto il partito. Sull’interruzione di gravidanza si fa di tutto per accontentarli ma senza scatenare le piazze, le donne. Quindi? Niente, al massimo qualche spiccio del PNRR ma niente più, per mettere uno straccio di camice ai predicatori. Ah sì, anche qualche altro spiccio alle famiglie con figli, ma tanto col costo della vita la toppa dura poco.
E sul Giubileo quanto dovremmo spender ancora, si chiedeva Meloni già nel 2023 in Vaticano, in udienza, da sola, con la figlia e senza marito. Ma che fare per mantenere buoni rapporti, per saldare sacre alleanze?
Sull’uso delle armi non si può fare quel che vuole il “santo padre”, certo, meglio accontentare lui che quei pacifisti che protestano ovunque, calcola Giorgia. In definitiva, se occorre spezzare qualche lancia meglio spezzarla in testa agli studenti del nuovo “no Vietnam” che al papa quando pretende di far diplomazia in giro per il mondo come se avesse ancora uno Stato pontificio. Difficile quindi dare un contentino che si rispetti a Bergoglio.

Ci vorrebbe un argomento cretino, e al contempo intelligente, anche se un poco artificioso, che lo metta in risalto, ne sottolinei l’utilità ma che… non rompa tanti affari nel paniere. Trovato! L’eticità dell’Intelligenza artificiale!
E così, nello scorso gennaio, dopo le dimissioni in polemica col governo da parte di Giuliano Amato, “Padre Benanti”, frate e moralista (si occupa di morale sessuale, bioetica, nuove ‘diavolerie’) diviene unico italiano membro del Comitato sull’intelligenza artificiale delle Nazioni Unite, come dire che il nostro Paese non ha nessun rappresentante su questo tema all’ONU.
Passo successivo: sancire con mano ancora più pesante il primato etico cattolico, concedendo al Papa, ed alla iniziativa della Pontificia Accademia per la Vita, il ruolo di esorcista dell’Intelligenza Artificiale. Meloni cita proprio l’iniziativa della Pontificia Accademia, la “Call for AI Ethics”, assumendola quindi come iniziativa del governo italiano al G7.
La “Call” è un documento semplicino, privo di obiettivi pratici, sviluppata da una Fondazione col pomposo nome di “RenAIssance” tutta una serie di incontri ed accordi con i “supporter” dell’iniziativa e alcune università cattoliche, che dovrebbero delineare l’uso etico della AI. Figuriamoci…: “I sistemi di intelligenza artificiale devono essere comprensibili a tutti“ (primo punto della Call, che ha 6 principi). Ma se nemmeno sappiamo chi usa i dati biometrici dei cittadini, nonostante l’UE preveda già una “valutazione di impatto” anche per i sistemi di videosorveglianza integrati con la IA. “Ci deve essere sempre qualcuno che si assume la responsabilità di ciò che fa una macchina” (punto sulla Responsabilità), vogliamo piangere o ridere? Lo sa “Padre Benanti” da quanto tempo nel mondo si usano i droni? E via a stringer mani a Microsoft, Cisco, IBM…partner della fondazione.
Slegata dalla ricerca vera su questo tema, e dalle iniziative laiche che da tempo si occupano dei problemi legati allo sviluppo di strumenti di IA a servizio del capitalismo, delle polizie, dei mass media, la “Call for AI Ethics”, legata come è ai valori della Pontificia Accademia (in primis l’aborto come crimine), non attrae certo le ricercatrici ed i ricercatori, le attiviste e gli attivisti che hanno una tradizione di lavoro che parte dall’ingresso di internet nell’uso civile…sino al free software, alla piattaforme condivise ed ai wiki, ed alle ricerche (e le proteste) sull’uso politico degli algoritmi.
Scriveva Caty O’Neill nel 2016 nel suo Armi di distruzione matematica che l’arma principale delle aziende per lucrare con gli algoritmi è proprio renderli opachi, non comprensibili dall’esterno:
non per niente uno dei principali metodi del free software è invece quello di programmare assieme ed in modo aperto. Questo abbatte i guadagni di pochi e rende un servizio a molti. Come è possibile allora dare credibilità a una “Call” che vede la Microsoft, una delle prime aziende al mondo per capitalizzazione, che lucra sui suoi software chiusi, ed IBM, leader della IA nel settore militare, come principali supporter?.
La scelta di Meloni non significa dunque solo un omaggio simbolico ma anche che il governo “delle libertà” non ha la minima intenzione di intervenire sui reali nodi della discussione in merito all’uso della IA.
Un Act della UE è già arrivato in Parlamento Europeo su questo tema, e con non poche perplessità da parte di chi si occupa del settore con ruoli scientifici indipendenti e analisi politica. Basti pensare alla campagna Reclaim your Face, sostenuta da tante associazioni, anche italiane. Cosa chiede, nei fatti, questa campagna?
Chiediamo trasparenza su dove e come queste tecnologie vengono utilizzate e la possibilità di esprimere la nostra opposizione a questa tecnologia distopica. Come coalizione intereuropea della società civile e della popolazione, chiediamo ai nostri paesi di rivelare e rifiutare l’uso della sorveglianza biometrica che potrebbe avere un impatto sui nostri diritti e sulle nostre libertà nei nostri spazi pubblici.” E ancora: “chiediamo al Garante di monitorare l’uso di sistemi di riconoscimento biometrico da parte dei comuni italiani; chiediamo al Garante di chiudere nel più breve tempo possibile l’istruttoria aperta ormai da due anni sul sistema SARI Real-Time e sospendere il sistema; chiediamo ai comuni di Torino e di Udine di pubblicare la valutazione d’impatto sulla privacy (DPIA) dei sistemi biometrici che hanno intenzione di installare; chiediamo al Ministero dell’Interno di pubblicare tutte la valutazioni degli algoritmi utilizzati, dei numeri sull’utilizzo del sistema, e di tutti i dati relativi alla tipologia di volti presenti nel database usato da SARI; chiediamo a tutte le città metropolitane di impegnarsi a sospendere ogni eventuale progetto di riconoscimento facciale/biometrico avviato e vietare l’introduzione di tali tecnologie nel contesto pubblico cittadino.
Proprio in questi giorni vediamo in Italia il primo esperimento di uso di forme tecnologiche di controllo sociale sugli ingressi nelle città, con le Smart City che si apprestano a divenire la soluzione più redditizia (in termini di investimento e anche di raccolta dati) ai problemi sociali e urbani che avrebbero bisogno di ben altra cura e di altre soluzioni.
Certo, per questi religiosi, che tanto si spendono per chiedere garanzie sull’uso degli algoritmi, la frontiera dell’AI offre una nuova occasione per intervenire come predicatori. Benanti per fare l’originale ha anche coniato un’ iperbole, ‘algocrazia’… ma qui c’è bisogno di fatti, e di riflessione etica basata sui diritti e sulle esigenze dei cittadini e non di esorcicci e soprattutto non di accordi benedetti coi monopolisti del digitale.
Intervenire sull’etica, e sempre in ritardo sui tempi, sembra essere il destino dei religiosi cattolici dai tempi di Galileo. Gli fu tolto il potere di descrivere le regole del mondo naturale da astronomi, biologi, chimici, poi gli venne scippato il potere di confessare dalla psicanalisi, quindi la televisione gli ha sottratto la capacità di convincere i fedeli con la ripetizione (riconosciamo che è stata la Chiesa cattolica ad inventare i jingle) ed allora la tv divenne scandalo ed oggetto di prediche infuocate…infine adesso la capacità di sorvegliare e punire, finanche di prevedere i ‘peccati’ dei cittadini gli viene sottratta dall’intelligenza artificiale, una competitor che può assumere sia una veste diabolica che divina, è la fine!

 

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