Tratto da Il Fatto Quotidiano, di Ruggero Tantulli
Il nuovo Codice sostituisce quello del 1975. “Da oggi saremo un Paese migliore. L’amore è già legge”. Con queste parole, il presidente della repubblica cubana Miguel Díaz-Canel ha festeggiato l’esito del referendum, così come hanno fatto molti cittadini in varie città dell’isola. Soddisfazione anche tra le organizzazioni attive sul fronte dei diritti. Ad opporsi, oltre alle opposizioni, anche la Conferenza episcopale cubana
Cuba ha detto sì. Con oltre il 66% dei voti favorevoli, i cittadini del Paese caraibico hanno approvato il nuovo Codice della famiglia che prevede, tra le altre cose, unioni e adozioni per coppie dello stesso sesso. Una svolta a tinte arcobaleno, nel Paese della rivoluzione dei barbudos, che lo stesso governo dell’Avana ha sostenuto fortemente. Come comunicato dalla presidentessa del Consiglio nazionale elettorale di Cuba, Alina Balseiro, circa il 74% degli oltre 7 milioni di aventi diritto si è recato alle urne domenica 25 settembre per votare al referendum. Netta l’affermazione dei favorevoli alla riforma: quasi 4 milioni (circa il 66%) i ‘Sì’, quasi 2 milioni (circa il 33%) i ‘No’.
Tratto da La Stampa, di Pasquale Quaranta CITTÀ DEL VATICANO. Arriva lo strappo della Chiesa del Belgio sulla benedizione delle coppie gay. Il cardinale Josef De Kesel, arcivescovo di Bruxelles, e i vescovi delle Fiandre hanno pubblicato un testo liturgico per la benedizione delle coppie lgbtq+. L’augurio di benedizione Una presa di posizione in contrasto netto con quanto, nel marzo 2021, aveva ribadito con forza il Vaticano nel documento in cui ha posto il divieto di benedire in chiesa un’unione fra persone dello stesso sesso. Secondo Willy Bombeek, nominato dai Vescovi coordinatore del punto di contatto «Omosessualità e fede», come riferisce Katholicinside, «l’augurio di benedizione al termine della liturgia è espressamente inteso come una benedizione per la coppia gay».
Tratto da il Manifesto, di Giansandro Merli Dio, patria, famiglia? No, grazie. Non Una Di Meno ha intenzione di rispedire al mittente il modello di società che ha in testa Giorgia Meloni. Da subito. Non è un caso che la prima mobilitazione nazionale dopo la vittoria delle destre sia del movimento femminista, che da sei anni riempie le piazze e si batte per la conquista di nuovi diritti di donne e persone lgbtqi+. I fazzoletti fucsia manifesteranno in 17 città. Roma, Torino, Milano, Verona, Bologna, Napoli, Palermo, Reggio Calabria e molte altre. «Non consideriamo la vittoria di Meloni un passo avanti, parla il suo curriculum politico. Non basta una premier donna, serve una premier femminista», tagliano corto le attiviste.
Tratto da Il Fatto Quotidiano, di Vittorio De Vecchi Lajolo Nel 2018 il governo turbo-cristiano-sociale della Baviera guidato da Markus Söder ha approvato una riforma dell’ordinamento della pubblica amministrazione bavarese (Bay-AGO) che introduce l’obbligo di esporre il crocifisso all’ingresso di ogni ufficio pubblico“Nell’atrio di ogni ufficio pubblico deve essere esposto in maniera ben visibile un crocifisso quale espressione della connotazione storica e culturale della Baviera.” (§ 28 Bay-AGO). Come se non bastasse, all’obbligo segue la (velata) minaccia. Il § 36 infatti recita: “Si raccomanda a comuni, circondari, distretti ed altre persone giuridiche di diritto pubblico di conformarsi al presente ordinamento.” (§ 36 Bay-AGO).
Tratto da Micromega, di Roberto Grendene
Per chi ha cuore laicità dello Stato e diritti civili la nuova legislatura potrebbe segnare il passaggio da una situazione desolante a una catastrofica.
Se la diciassettesima legislatura ci ha consegnato testamento biologico, divorzio breve e unioni civili, il bilancio da una prospettiva laica della diciottesima, che sta volgendo al termine, è desolante. Trovare passi avanti è un’impresa, e si rischia di mentire a se stessi definendoli tali senza ulteriori precisazioni. Le dichiarazioni dei redditi 2020 hanno per la prima volta permesso ai contribuenti che scelgono “Stato” nell’Otto per mille d’indicare la specifica destinazione tra le cinque previste per legge. Piccola cosa e pure atto dovuto, visti i ripetuti rimproveri in merito da parte della Corte dei conti. Sempre nel 2020 il Ministero della Salute ha aggiornato le linee guida sull’aborto farmacologico, facendo cadere l’obbligo di ricovero e ammettendo l’uso della pillola Ru486 fino alla nona settimana. Ma anche in questo caso si è trattato di colmare un vergognoso divario rispetto agli altri paesi occidentali e allineare le procedure mediche alle indicazioni dell’Oms e a consolidate evidenze scientifiche. Senza contare che più che di volontà laica può essersi trattato di necessità per non affollare gli ospedali durante l’emergenza pandemica.
Tratto da il Secolo d'Italia, di Giulia Melodia A Napoli si è ripetuto il miracolo di San Gennaro: il sangue si è sciolto. La città è in festa per la ricorrenza del Santo patrono e per il miracolo appena avvenuto. E nel Duomo, dopo due anni a capienza limitata per le norme anti Covid, le celebrazioni per San Gennaro sono tornate accessibili al riempimento massimo consentito. Una circostanza ghiotta per partecipare all’evento, frequentatissimo sul posto. Oltre che seguitissimo sui media. Un’opportunità che alcuni esponenti politici non si sono lasciati sfuggire, presenziando al Duomo al prodigio della liquefazione del sangue. E alle celebrazioni in onore del Martire a cui rivolgere – perché no – qualche invocazione o pseudo appello di buon auspicio.
di Silvio Lavalle Con la scena della sua morte, scelta come si sceglie il finale per una storia, Godard ha terminato il suo viaggio nella vita, che è stato un viaggio nel cinema, ossia nel mondo delle immagini. Un mondo delle immagini, lui diceva, in cui tutti ci muoviamo e ci costituiamo, ricomponendo gli infiniti riflessi che giungono da infiniti schermi che, restituiscono sempre e solo l’immagine di chi li guarda, per questo “les miroirs devraient réfléchir, avant de renvoyer une image”.
La Redazione La siccità che ci affligge, la più grave degli ultimi 500 anni, sembra essere una metafora dell’aridità della politica di questa campagna elettorale, mai bagnata da una salutare pioggia di idee. In questa azione di propaganda autoriferita, poverissima di contenuti, assistiamo a un improvviso quanto poco credibile spostamento a sinistra di forze come PD e M5S, dimentichi che le urgenze sociali a cui vorrebbero rispondere sono ormai compenetrate dalle questioni ambientali ed energetiche. Lo spostamento risulta tanto meno credibile quando, dimentichi di ogni principio di laicità questi e altri partiti bussano alla porta del Meeting di Rimini, storico palcoscenico su cui ogni anno viene messa in scena la decapitazione della laicità, alla ricerca di consensi politici da trasformare in qualche voto in più. Sembrerebbe che laicità, verità e consapevolezza versino davvero in cattive condizioni.
Tratto da La Repubblica, di Federica Cravero
Intervista con lo storico intellettuale e partigiano che festeggia i 104 anni
I fascisti gli spararono, un portasigarette di metallo gli salvò la vita, ma soffrì la carcerazione in via Asti. Era il 1944. Un’epoca fa. E certo non si augurava Bruno Segre, a 104 anni compiuti proprio ieri, di festeggiare il compleanno alla vigilia di elezioni in cui i venti della destra soffiano così forte. «Sono un po’ scettico a proposito di questa campagna elettorale», scuote la testa Segre che nella vita è stato partigiano, giornalista, avvocato e politico. L’età non ha fiaccato l’attività intellettuale: «Sto scrivendo un articolo sulla data del 20 settembre, perché io festeggio le ricorrenze laiche come la breccia di Porta Pia», ma confida di essere «un po’ stanco ultimamente, dopo aver preso il Covid a giugno. Però guido ancora, sa, e ho litigato un po’ con il sindaco Lo Russo perché non vuole rendere di nuovo percorribile alle auto il tratto di via Roma tra piazza San Carlo e piazza Castello e bisogna fare un giro...».
Da Il Dolomiti, di Francesca Cristoforetti
Dopo la segnalazione de Il Dolomiti il contatto dell'associazione tedesca Profemina è stato rimosso dalla pagina della Provincia di Bolzano. Discutibili il suo metodo di consulenza online. Camin: "L'ascolto è fondamentale, i test impostati in questo modo non possono funzionare, risposte condizionate". Fregona: "Confrontarsi con una operatrice pro life o pro choiche è molto diverso"
BOLZANO. "E' un sito ambiguo che dà informazioni parziali ed errate. L'ascolto è fondamentale, i test impostati in questo modo non possono funzionare. Noi partiamo dall'ascolto della donna, accompagnandola in una scelta e una decisione che deve essere solo sua". A parlare è Silvia Camin, presidente del consultorio laico Aied di Bolzano a seguito della segnalazione da parte de Il Dolomiti, sull'associazione tedesca pro life Profemina fino a pochi giorni fa presente con il suo contatto e-mail sulla pagina ufficiale della Provincia autonoma di Bolzano.
Tratto da Dire.it, La Redazione
"La sua volontà doveva essere rispettata"
ROMA – “La Corte di Cassazione – sezione III civile ha emesso la sentenza 26209/22 con cui ha accolto il ricorso di una paziente Testimone di Geova a cui era stata effettuata una trasfusione di sangue contro la sua volontà. Il dissenso espresso prima dell’intervento secondo la Corte doveva essere rispettato dai medici perché “la necessità della trasfusione era stata logicamente indicata come consustanziale all’intervento da effettuare, e rispetto a – ovvero in funzione di – tale specifica possibilità, concreta per quanto non già di presente evidenza, vi era stato espresso dissenso”. Lo rendono noto i Testimoni di Geova in una nota stampa.
Tratto da Il Corriere, di Aldo Grasso
La grandezza del divulgatore scomparso risiedeva nel suo non essere un accademico

Una volta, durante un convegno, un relatore chiese a Piero Angela perché nei suoi programmi di divulgazione non avesse mai nominato Dio. Domanda ingenua e il primo a stupirsene fu Angela stesso. Il grande giornalista, scomparso a 93 anni, è sempre stato persuaso che la cultura scientifica, quella che discende dagli illuministi, fosse implicitamente superiore a ogni altro tipo di conoscenza, perché più «saggia» (la scienza vive sul suo incessante processo di verifica collettiva che le permette col tempo di individuare ed emendare eventuali errori) e non condizionata dalle ideologie e dalle credulità. Per questo aveva fondato il CICAP, il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze, un’associazione di promozione sociale, scientifica ed educativa, che promuove un’indagine scientifica e critica nei confronti delle pseudoscienze, del paranormale, dei misteri e dell’insolito con l’obiettivo di diffondere la mentalità scientifica e lo spirito critico.