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Torino, tagli alle scuole in carcere

Torino, tagli alle scuole in carcere. I docenti: «È il solo modo per i detenuti di cambiar vita». La riduzione delle classi e del numero di insegnanti rappresenta una grave violazione del diritto allo studio per le persone detenute, diritto riconosciuto dalla Costituzione e dalla normativa nazionale e internazionale.

Quest’anno l’offerta formativa verrà fortemente ridimensionata per tagli lineari all’organico dei docenti, che hanno portato all’autorizzazione di due classi in meno. 

Il taglio lineare all’organico che penalizza le scuole serali e le sezioni carcerarie torinesi deriva a sua volta dalla legge di bilancio che ha previsto la decurtazione a livello nazionale di 5.660 posti, di cui 300 in Piemonte. I corsi serali, così come le sezioni carcerarie, non sempre possono contare su una frequenza regolare degli alunni.

I docenti si appellano al ministero dell’Istruzione perché i tagli vengano recuperati con assegnazione di organico. 

«Studiare in carcere è spesso l’unico strumento reale per ricostruire un futuro diverso, per non tornare a delinquere, per reintegrarsi nella società. Colpire la scuola penitenziaria significa colpire l’intera collettività. La scuola non può essere una parentesi, né un privilegio. Deve essere un diritto. Ovunque. Per tutti».

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