29 Ott La breccia di Porta Pia e la bandiera italiana
di Alessandro Giacomini
Lo Stato italiano fu proclamato il 17 marzo del 1861 ma è con l’annessione dello Stato Pontificio e la conseguente presa di Roma il 20 settembre del 1870 che di fatto nasce nella sua forma attuale.
Nella sostanza quindi il 20 settembre ricorre l’anniversario della vera unità d’Italia, festa nazionale fino al 1929, quando fu abolita in seguito agli accordi intercorsi tra il Vaticano e il regime fascista.
Teoricamente dovrebbe essere la festività per eccellenza, vuoi perché fu proprio abolita dal peggior regime della storia italiana, vuoi perché obliterare intenzionalmente tale data significa minare le basi della laicità dello Stato.
Un anniversario sempre più impegnativo da ricordare e rattrista che a questa data, decisiva per la raggiunta unità del paese, stampa e televisione non abbiano fatto nessun accenno, con la Rai che la segnala solo per ricordare la nascita di Sofia Loren.
Per ovvi motivi è una ricorrenza fastidiosa anche per le gerarchie clericali della chiesa cattolica e l’opportunismo e la genuflessione dei rappresentanti politici italiani non fanno altro che perpetrare la sua rimozione.
Eppure, l’attuale governo, avverso alla laicità delle istituzioni ma che punta tutto su “Dio, Patria e Famiglia “, dovrebbe, proprio per onorare la Patria, ripristinare tale festa nazionale, in quanto, oltre a sancire la nascita dello Stato italiano rinnova il rispetto per la tanto amata bandiera italiana.
I bersaglieri al comando del generale Raffaele Cadorna sconfissero gli zuavi pontifici e gli usurpatori furono scomunicati da Pio IX, che decretò le ultime condanne alla ghigliottina di patrioti rei di aver innalzato sulla città eterna il tricolore, che per ironia della sorte si ispira alla bandiera francese introdotta dalla stessa rivoluzione che sancì la separazione assoluta dello Stato dalla religione.
Le prime sporadiche dimostrazioni favorevoli agli ideali della Rivoluzione francese, da parte della popolazione italiana, avvennero proprio nel 1789 con la comparsa, soprattutto nello Stato Pontificio, di coccarde di fortuna costituite da semplici verdi foglie di alberi, che vennero appuntate sui vestiti dei manifestanti richiamando le analoghe proteste avvenute in Francia agli albori della rivoluzione poco tempo prima dell’adozione della coccarda francese tricolore.
Per cui festeggiare la breccia di Porta Pia, oltre a celebrare l’unità d’Italia, significa anche onorare la bandiera tricolore.
Il contesto internazionale e l’estremizzazione della politica hanno generato e portato alla ribalta personaggi politici che solo fino a qualche decennio fa erano impensabili.
Anche alla luce di questa amara constatazione recuperare questa importante festa e la sua memoria significa difendere la libertà dell’Italia, ancora oggi messa in discussione, sia da ingerenze clericali sia politiche, pericolose nei riguardi delle libertà e dei diritti civili, soprattutto quelli delle donne.
Urge quindi una nuova breccia di Porta Pia perché solo una sana laicità potrà salvarci da questa deriva politica e culturale.
Nella vana attesa di ripristinare la festività, si auspica di festeggiare il 20 settembre senza alcun “moschetto” in mano, ma con un più consono calice di laiche bollicine.