Resistere si può e si deve

Paolo di Paolo intervenendo in occasione dei tre giorni del Festival della Resistenza 2026 (iniziativa della Fondazione Feltrinelli), strappa la maschera, forse cinica, forse solo imbarazzata, agli intellettuali che non sanno più che fare di se stessi  “…archiviato da tempo l’orizzonte anche presuntuosamente engagé e iper ideologico di certe stagioni novecentesche..” per riportarli nel tempo dei doveri: ” …mi basta qualcuno che azzardi un’ipotesi diversa, un gioco del rovescio, una pratica quotidiana di pensiero non conforme, senza accettare di farsi mettere all’angolo dal «tanto non cambia niente». Lì potranno reimparare da Arendt, Camus, Bobbio, la disciplina dell’azione, la convivenza con l’inquietudine, col dubbio, e anche con l’utopia, senza farsene paralizzare perché, con Gobetti, “dobbiamo sacrificarci non inutilmente e rumorosamente, ma silenziosi, ogni giorno, all’opera nostra che, per quel che vale, diventa appena esce da noi, appena si estrinseca, patrimonio di tutti”.

Leggi l’articolo di Paolo di Paolo su Robinson del 12 aprile 2026