30 Apr La statua di Gesù presa a martellate e i palestinesi cacciati dalle loro terre
I vertici dello Stato ebraico hanno capito che le mazzate di un soldato dell’IDF su una statua di Gesù rischiavano di distruggere l’immagine di Israele nel “mondo cristiano” più di quanto facessero i missili su Gaza e sul Libano. Questa constatazione è di per sé drammatica, ma da alcuni giornali israeliani, così come dal New York times, si fa notare anche altro: il soldato iconoclasta non è ciò che Netanyahu vorrebbe far credere, cioè la mela marcia in mezzo a plotoni di militari rispettosi delle fedi altrui. È il frutto di un fanatismo religioso coltivato con cura e assecondato da chi governa Israele con l’obiettivo di espellere i palestinesi dalle loro case. Smotrich, ministro delle Finanze, controlla la polizia di confine e ne ha fatto uno strumento di persecuzione sistematica dei civili palestinesi in sinergia con le milizie paramilitari dei coloni. È urgente che l’Europa ne prenda atto come sta facendo la sinistra sionista in Israele.
Leggi l’articolo di Gianluca Mercuri su Il punto del Corriere della Sera di giovedì 23 aprile 2026