La morte è parte della vita

In una recente intervista pubblicata dal Corriere Torino, Maurizio Ferraris, professore ordinario di Filosofia teoretica all’Università degli Studi di Torino, ricordava il pensiero di Benedetto Croce secondo il quale “la morte è ancora parte della vita, e in certe circostanze la decisione per la morte è il punto più intenso di una vita pienamente vissuta”.

Si tratta di un concetto largamente condiviso nella società civile che si scontra tuttavia con la forte contrarietà di una parte rilevante del mondo cattolico la quale, da sempre, ostacola  l’approvazione di una legge che regolamenti il suicidio assistito.
Tuttavia è ancora il Corriere della sera, con un articolo a firma di Franco Stefanoni, ad informare che il Il Disegno di Legge 104 (“Disposizioni in materia di morte volontaria medicalmente assistita”) dovrebbe finalmente approdare in senato il 3 giugno a meno che in commissione non si raggiunga un accordo su un testo condiviso che da oltre due anni non è stato trovato.

Questa ipotesi appare improbabile tanto è vero che, come si apprende dal quotidiano Domani,
“dum Romae consulitur” le regioni tendono a superare lo stallo nazionale con propri provvedimenti. L’ultimo annuncio viene dalla Lombardia ed è stato dato da Guido Bertolaso (assessore al Welfare). Non si tratta in questo caso di una legge regionale, come quelle approvate in Toscana e Sardegna, ma di un vademecum che mette in chiaro la strada da seguire per accedere ai percorsi di morte medicalmente assistita. L’iniziativa di Bertolaso è importante ma divide maggioranza nel merito e nel metodo, trattandosi di un atto unilaterale dell’assessore che vuole evitare i prevedibili ostacoli.

 

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