Il 2 giugno hanno sfilato militari di due Stati

di Davide Babboni

Quest’anno, per la prima volta, durante la parata del 2 giugno ai Fori Imperiali erano presenti anche i cappellani militari delle Forze Armate italiane. Una presenza che ha riportato l’attenzione su una figura poco conosciuta ma storicamente radicata nell’organizzazione militare dello Stato.

I cappellani militari sono sacerdoti cattolici inseriti nell’Ordinariato Militare per l’Italia, una struttura ecclesiastica che segue spiritualmente il personale di Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di Finanza. Pur non essendo militari combattenti, fanno parte organicamente delle Forze Armate e hanno un inquadramento assimilato ai gradi degli ufficiali.

Esiste infatti una vera e propria gerarchia interna. I cappellani possono essere assimilati ai gradi di tenente, capitano, maggiore, tenente colonnello e colonnello. Al vertice dell’Ordinariato Militare si trova l’ordinario militare, generalmente un arcivescovo, equiparato al grado di generale di corpo d’armata.

Anche il trattamento economico segue il principio dell’assimilazione ai gradi militari. I cappellani percepiscono quindi stipendi corrispondenti a quelli degli ufficiali di pari livello. Le retribuzioni possono variare indicativamente da circa 30-35 mila euro lordi annui per i cappellani assimilati ai gradi inferiori fino a oltre 120 mila euro lordi annui per l’ordinario militare, equiparato a un generale di corpo d’armata.

Oggi i cappellani militari italiani sono circa 160, un numero molto inferiore rispetto al passato. Per questo motivo non esiste più, salvo alcuni casi particolari, un cappellano stabile per ogni reggimento o reparto. Più frequentemente un singolo sacerdote segue contemporaneamente più caserme, basi o unità operative dello stesso territorio.

La loro funzione attuale è soprattutto di assistenza spirituale, sostegno morale e accompagnamento del personale militare, in particolare nelle missioni internazionali e nelle situazioni di crisi.

Il costo complessivo per lo Stato italiano è stimato in poco più di 10 milioni di euro annui.

I cappellani militari sono sacerdoti scelti dall’autorità ecclesiastica e nominati dallo Stato italiano, mentre il loro superiore, l’Ordinario Militare, è nominato direttamente dal Papa. Ne deriva che i cappellani militari rispondono alla giurisdizione di due Stati diversi.

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