27 Feb Un modello di accoglienza per richiedenti asilo transgender
L’esperienza di Bologna rientra nel sistema di accoglienza ordinaria del SAI, il Sistema accoglienza integrazione del ministero dell’interno italiano.
Nel 2018 è stata aperta Casa Caterina, la prima esperienza in Italia di case di accoglienza specifico per persone trans all’interno di un percorso migratorio. Ad oggi ci sono sette strutture che accolgono 28 persone richiedenti asilo o titolari di permessi di soggiorno. Oltre all’accoglienza, si è sviluppato un modello di intervento specifico, che si avvale di un’equipe multidisciplinare (consulenti legali, antropologi, consulenti in orientazione) e di un’operatrice alla pari, cioè “una persona con lo stesso vissuto migratorio o la stessa esperienza di transizione”.
I SAI hanno anche una collaborazione di lunga data con il Mit (Movimento identità trans), grazie al quale è possibile avere un accesso al loro consultorio per la salute fisica, mentale e sociale delle persone trans in collaborazione con l’azienda sanitaria locale e con l’ospedale Sant’Orsola Malpighi di Bologna. Un altro elemento importante della collaborazione con il Mit è l’accesso a un “luogo associativo nel quale si possono incontrare persone della comunità Lgbt+ e creare una rete sociale”.
Tratto da ValigiaBlu