ciro panigara

Abusati da preti e catechisti, 118 vittime negli ultimi due anni: ecco la prima grana di papa Leone

Di Arianna Cerone, tratto da Today del 28 maggio 2025

Abusi in chiese e parrocchie: è boom di denunce contro preti pedofili. Le vittime più frequenti sono i maschietti tra i 10 e 14 anni, e aumenta l’età del “predatore tipo”. Cosa dice il nuovo report dei vescovi italiani finito sulla scrivania di papa Leone XIV

Sono impressionanti i numeri che emergono dal terzo report della Conferenza episcopale italiana (Cei) sugli abusi sessuali all’interno della Chiesa, soprattutto se si considera che spesso le violenze non vengono denunciate, oppure restano ignorate o insabbiate.

Non a caso, pochi giorni fa la Rete “l’Abuso” ha lanciato un nuovo allarme sui vuoti normativi che in Italia continuano a pesare sulla prevenzione e tutela delle vittime, nonostante lo sforzo che la Chiesa sta cercando di compiere quantomeno nel monitoraggio. In Italia non esiste ad esempio l’obbligo di denuncia per i cittadini comuni, ma solo per i pubblici ufficiali.

Categoria di cui i preti non fanno parte.

Quanti sono gli abusi e l’identikit delle vittime

La rilevazione del Servizio Nazionale per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili della Cei, presentata oggi, 28 maggio, fornisce i dati relativi al periodo 2023-2024. Nel biennio appena trascorso sono 67 i presunti autori di abusi e 118 le vittime perlopiù minorenni (115 quelle di cui si conosce l’età e il genere). Un vero boom di denunce, se si considera che nel 2022 le vittime erano risultate 54. 89 nel biennio 2020-2021.

Che fine fanno le segnalazioni e come vengono seguite le vittime

Guardando all’evoluzione delle segnalazioni, soltanto in 14 casi su 66 i responsabili del Cda della Cei hanno dichiarato di essere a conoscenza di una successiva denuncia in sede civile. Più numerose le risposte affermative (40 su 67) quando si | parla di successive segnalazioni in ambito canonico, in crescita nell’ultimo biennio rispetto al 2020-2021 e al 2022.

Dal report emerge anche un parziale miglioramento nella messa in campo di azioni di tutela e accompagnamento sia verso le presunte vittime che per i presunti autori di abusi (con percorsi di accompagnamento psicoterapeutico, indirizzamento verso comunità di accoglienza specializzate, colloqui con sacerdoti o con il Vescovo).

Il caso di Don Ciro Panigara

Questi timidi segnali positivi non intaccano però le gravi criticità segnalate da realtà come la Rete l’Abuso, che portano con sé conseguenze precise e mancate azioni di tutela per le vittime. Un esempio concreto è quello di Don Ciro Panigara.

sacerdote attualmente indagato a Brescia che era già stato accusato di abusi 15 anni fa. Nel 2013. il religioso era stato infatti sospeso dalla Chiesa e, dopo presunte cure, è stato riammesso in parrocchia. Nello scorso dicembre, Don Ciro Panigara è stato maasato dalla procura perché avrebbe abusato di altri minori.

“Se ci fosse stato l’obbligo della denuncia questo prete avrebbe subito, oltre il processo canonico, anche un processo penale 15 anni fa”, ha spiegato Francesco Zanardi, presidente della Rete l’Abuso. “Non solo. Se la l’applicazione della carta di Lanzarote in Europa (che prevede anche il certificato di antipedofilia) fosse stata correttamente applicata in Italia senza sollevare tutto l’ambito del volontariato, Don Ciro Panigara sarebbe stato reintegrato come prete ma non a contatto con minori”.

Secondo il report dell’associazione guidata da Zanardi. “Spotlight on Italian Survivors”, il 3.2% dei sacerdoti italiani è attualmente accusato di abusi sessuali su minori. Il che corrisponde a oltre mille preti, che avrebbero prodotto oltre 4200 vittime. Solo nel 2025. sono già stati registrati 10 nuovi casi.