24 Lug Il genocidio nascosto del popolo uighuro. Intervista a Abdulahat Nur
Abdulahat Nur, primo ministro in esilio del governo del Turkestan orientale, denuncia una forma di genocidio messo in atto dal governo di Pechino e basato sullo sradicamento fisico e culturale di un intero popolo stanziato nella “regione autonoma” che la Cina chiama Xinjiang, “Nuova Frontiera”.
Campi di prigionia, sterilizzazioni e aborti forzati, sottrazione di minori alle famiglie, distruzione di siti religiosi e culturali, sostituzione demografica: questi sono i mezzi usati per eliminare l’identità, la cultura e la lingua degli uighuri e di altre etnie di origine turca.
Sebbene nascosto all’informazione di massa, Nur non esita ad usare il termine genocidio e sostiene che l’operazione che qui si sta attuando è il fondamento su cui la Cina costruisce oggi il suo potere globale sotto l’aspetto economico e militare.
Nel 2020 il governo in esilio del Turkestan orientale ha presentato una denuncia formale alla Corte penale internazionale per genocidio e crimini contro l’umanità e di recente un’istanza al Comitato speciale delle Nazioni Unite per la decolonizzazione: significa rivendicare il principio di autodeterminazione e l’indipendenza nazionale ma tutto resta coperto dalla più fitta ombra mediatica.