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Quella sinistra debole che elegge il Papa come leader politico

Di Alessandro Trocino, tratto da Il Corriere del 12 maggio 2025

Nel 2018 Massimo D’Alema aveva dichiarato Papa Francesco «il principale leader della sinistra mondiale». Luciano Violante è andato oltre: «Auspico che Leone XIV possa essere quell’autorità globale che oggi manca nel mondo». Fausto Bertinotti non è da meno poiché, da non credente, ammira «la misura della grandezza che la Chiesa è riuscita a conservare in questo tempo di scristianizzazione dell’Occidente». Angelo Bonelli (AVS) spera che sia il Pontefice a «portare pace, giustizia e umanità». Giuseppe Conte sottolinea l’espressione «pace disarmata e disarmante», usata dal Papa appena eletto, incassando un presunto appoggio al suo pacifismo pentastellato.

Mentre la destra mostra una propria autonomia di pensiero, limitandosi a sfoggiare simboli cristiani in segno di appartenenza, la sinistra, appare invece incapace di esprimersi, rinuncia al principio di laicità e si sottomette volontariamente ad un’autorità che sente più forte anche sul piano politico.