A TORINO IL “DISABILITY PRIDE”

Di Silvio Lavalle

All’invadenza di questo english si cede volentieri perché “Disability Pride” ci annuncia, con parola ormai internazionalmente nota, la parata orgogliosa e allegramente vendicativa di una minoranza vasta e oltraggiata: quella delle persone con disabilità.
“Chiedete tutto” era l’invito lanciato alla folla dal palco di piazza Castello, da “agitatori” ciechi accompagnati da labrador vedenti e agitatori di code. Succedeva sabato 15 a Torino, finalmente, dopo l’interruzione della pandemia, e a otto anni dalla prima assoluta del 2015 a Ragusa.

Persone in Piazza Castello per il “Disability Pride”

 

Sotto il palco applaudiva e rispondeva una platea vasta e colorata di gente in carrozzina o accoccolata sul lastrico che, c’è da giurarci, crescerà ad ogni futura edizione del Pride.
In Piemonte le persone con disabilità
sono quasi mezzo milione, quasi cinque in Italia. Milioni di persone che hanno imparato a proprie spese che la civiltà di un Paese si misura da come sono trattate le differenze, a partire da quelle rappresentate dalle persone con disabilità.
“Chiedete tutto”,  dunque, ovvero quello che tutti gli “altri” hanno: il rispetto (nelle parole, e negli atti delle persone e delle istituzioni), la libertà di movimento, il lavoro (con l’indispensabile dose di impegno) la gentilezza senza compassione, il diritto ad una “indifferenza” non  fondata sulla rimozione e sull’emarginazione, ma sulla radicale parificazione dei diritti di tutti, cioè sull’eguaglianza.

 

Giovannella Porzio, campionessa italiana e vice campionessa europea di danza paralimpica.

 

Nato a New York nel 1990 il Disability Pride è stato reinventato in Italia e portato in forma itinerante nel 2015 attraverso i comuni del Ragusano, da Carmelo Comisi, ispirato dalla Convenzione ONU sui diritti  delle persone con disabilità. Il suo sbarco a Torino dopo le edizioni di Palermo, Napoli, Roma, consacra definitivamente la nascita di un vero e proprio movimento culturale.
Questa prima edizione torinese la dobbiamo all’associazione Luca Coscioni e ad una quindicina di associazioni di promozione e tutela delle persone con disabilità che hanno ottenuto il patrocinio della Regione Piemonte (concesso dal presidente Cirio dopo che il suo assessore alle politiche sociali, Maurizio Marrone, lo aveva negato), assieme, alla Città Metropolitana, a Università e Politecnico torinesi, e al Comune di Torino che ha anche fornito il palco…dimenticando di provvedere alla rampa di accesso per le carrozzine!

Silvio Lavalle

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