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Istituzioni laicità Vescovi

Ballottaggi, a Verona il vescovo si schiera in sostegno di Fratelli d’Italia

Tratto da Micromega

Il vescovo Giuseppe Zenti in una lettera “a tutti i presbiteri e diaconi”: “Votate per chi difende la famiglia voluta da Dio, contrasta l’ideologia gender, l’aborto, l’eutanasia e difende la scuola cattolica”. Berizzi: ““L’Italia è uno Stato laico anche a Verona?”.

Daniele Nalbone
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Istituzioni laicità Vescovi

ecco i dati ministeriali sull’insegnamento della religione cattolica

tratto da datibenecomune.it

 

Quanti sono gli allievi che si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica (IRC) nelle scuole italiane? Ci sono delle regioni o province in cui i “no” alla materia facoltativa dell’IRC superano quelli di altre zone d’Italia? L’aumento dell’età degli allievi influisce sulla scelta? E quanti sono gli studenti che si avvalgono invece di un’attività alternativa, che per legge dovrebbe essere proposta e garantita dagli istituti scolastici?

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Istituzioni laicità

Cassazione Crocifisso: primo punto di vista

Di Luigi Mastrodonato Tratto da WIRED.IT

Facciamo chiarezza sulla sentenza della Corte di Cassazione sul crocifisso a scuola

La Suprema Corte equipara il simbolo critiano alle altre simbologie religiose e stabilisce che non si può imporre la sua affissione come sotto il fascismo
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Istituzioni laicità religioni

il cosiddetto ottopermille e la laicità dello stato

Di Valerio Pocar, tratto da critica liberale

Il cosiddetto ottopermille, stabilito dalla legge 20.5.1985 n. 222, rappresenta una quota della contribuzione che lo Stato impone e si vorrebbe supporre che anche questa quota sia destinata a spese per servizi di utilità collettiva. Non è così. In forza della norma citata non per caso stabilita in esecuzionedegli accordi tra Repubblica italiana e Santa Sede conseguenti alla revisione del Concordato clericofascista del 1929 lo Stato concede ai contribuenti di destinare una quota delle imposte dovute per l’Irpef (appunto l’8 per mille) a una confessione religiosa, purché si tratti di una confessione con la quale lo Stato ha stipulato una “intesa”. Così accade che la confessione musulmana, la seconda per numerosità in questo Paese, non può essere destinataria della quota d’imposta, perché l’intesa non c’è.