Tratto da L'Essenziale di Annalisa Camilli
“Abbiamo cominciato a lavorare e a un certo punto lui mi ha chiesto di togliermi la biancheria. Io sono rimasta sorpresa e ho mostrato resistenza, lui mi ha detto che un’attrice deve essere libera. Mi ha chiesto di dimostrargli di essere senza inibizioni, ero a un provino e l’ho fatto.”, questa è una delle testimonianze raccolte nell’arco di due anni dal collettivo di attrici Amleta, che denuncia la violenza e il sessismo nel cinema e nel teatro in Italia. Le testimonianze sono arrivate a una casella di posta aperta dal gruppo proprio per aprire questa discussione. In alcuni casi, queste persone poi hanno deciso di denunciare gli abusi attraverso l’assistenza dell’associazione Differenza donna.
Tratto da Wired  Alla maggior parte di noi sarà capitato almeno una volta di imbattersi nel termine cancel culture, che indica il boicottaggio di celebrità, politici o personaggi di spicco che nel corso della loro vita hanno manifestato un pensiero o hanno messo in atto comportamenti razzisti, misogini, abilisti e discriminatori, non in linea con la nuova sensibilità contemporanea. Qualche mese fa, per esempio, lo scrittore britannico Salman Rushdie ha parlato di censura senza precedenti riferendosi alla decisione da parte della casa editrice di modificare i libri per ragazzi del celebre autore Roald Dahl, per rendere il linguaggio più inclusivo, in nome di quello che molti chiamano politically correct.

Il 2 giugno del 1946 la popolazione italiana fu chiamata alle urne per scegliere la forma di Stato e per eleggere l’Assemblea Costituente. In quel giorno l’Italia sconfisse il suo “ancien règime” rappresentato dalla monarchia e dal clericalismo che ad essa è sempre stato connaturato e funzionale.

FARE CULTURA A TORINO Mercoledì 31 maggio alle ore 17.30 al Polo del '900 (Sala Didattica - Via del Carmine 14,...

Tratto da Il Fatto Quotidiano di Augusto Sainati   “Tutto è stato fatto in piena regola, secondo il diritto canonico”, stabilisce monsignor...

Tratto da Il Mulino di Valentina Maisto  Come giovane sostituta procuratrice presso la procura di Napoli non può non colpirmi l’opinione – risalente al 1956 – del presidente onorario della Corte di cassazione Eutimio Ranelletti:

«La donna è fatua, è leggera, è superficiale, emotiva, passionale, impulsiva, testardetta anzichenò, approssimativa sempre, negata quasi sempre alla logica, dominata dal “pietismo”, che non è la “pietà”; e quindi inadatta a valutare obiettivamente, serenamente, saggiamente, nella loro giusta portata, i delitti e i delinquenti» (p. 22).

Tratto da Varieventuali

Tempo di elezioni, tempo di sondaggi elettorali.

Dal 29 aprile 2023 e fino alla chiusura delle operazioni di voto – ai sensi dell’art. 15, comma 2, della delibera AGCOM n. 87/23/CONS, secondo quanto previsto dall’art. 8, comma 1, della legge 22 febbraio 2000, n. 28 – è vietato rendere pubblici o, comunque, diffondere i risultati di sondaggi demoscopici sull’esito delle elezioni e sugli orientamenti politici e di voto degli elettori. Tale divieto si estende anche alle manifestazioni di opinione o a quelle rilevazioni che, per le modalità di realizzazione e diffusione, possono comunque influenzare l’elettorato.
Tratto da Il Post  Da anni l’industria del porno globale, prevalentemente statunitense e quasi interamente online, sta attraversando una profonda crisi a causa di un modello economico non più sostenibile e della nascita di alcuni enormi monopoli, che hanno reso l’industria a detta di molti un gran brutto posto in cui lavorare. Nel giro di pochi mesi, però, il settore del porno ha iniziato a cambiare per via di OnlyFans, una piattaforma che esiste dal 2016 ma è diventata davvero popolare soprattutto in corrispondenza della pandemia da coronavirus. A differenza della pirateria e dei siti gratuiti, OnlyFans sembra aver cambiato il porno in meglio, per chi ci lavora.
Tratto da Fanpage.it di Luca Pons La Corte di Cassazione ha ricevuto la proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall'associazione antiabortista Pro vita & famiglia. La proposta, che l'associazione ha intitolato "Un cuore che batte", andrebbe a modificare l'articolo 14 della legge 194 del 1978, ovvero la norma che ha reso legale l'interruzione volontaria di gravidanza in Italia. Al comma 1 si aggiungerebbe questo testo: "Il medico che effettua la visita che precede l'interruzione volontaria di gravidanza" ai sensi della legge, "è obbligato a far vedere, tramite esami strumentali, alla donna intenzionata ad abortire, il nascituro che porta nel grembo e a farle ascoltare il battito cardiaco dello stesso".
Tratto da Rai News di Antonio Bonanata Il governo brasiliano del presidente Lula si appresta a cambiare la carta d'identità nazionale (Cin) per renderla “più inclusiva e rappresentativa”. A marcare la differenza, la scomparsa del campo “sesso” in cui ci si deve identificare. Anzi, come si dovrebbe scrivere secondo le regole dello schwa, “in cui ciascun cittadin* deve identificarsi”. Non sarà presente neanche la denominazione sociale e anagrafica, d'ora in poi la carta di identità conterrà solo il nome con cui la persona si dichiara nell'atto di emissione della stessa.
Tratto da La Repubblica di Rosy Bindi Il 27 maggio 1923 nasceva Lorenzo Milani. Non don Lorenzo Milani, non il maestro formatore di cittadine e cittadini sovrane, non il prete capace di anticipare il Concilio Vaticano II. Nasceva il secondogenito di una delle famiglie più benestanti della Firenze degli anni Trenta, un rampollo privilegiato che guardava il mondo dall’alto al basso.