da Centro Gobetti, editoriale di Pietro Polito  Due sono i fatti che caratterizzano il nuovo corso politico.  Il primo fatto viene esaltato ed è dominante non solo nei titoli e nelle pagine dei giornali: la vittoria della destra.  Dopo quello di un “capo storico del neofascismo” alla Presidenza del Senato, avvenuto il 13 ottobre in modo losco, turpe, indegno, riprovevole, anonimo, sotto banco con il soccorso “rosso” o “rosa” di una parte dell’opposizione, e dopo quello di un “fondamentalista cristiano”[1] alla Presidenza della Camera, abbiamo assistito, per la prima volta, all’insediamento di una erede diretta del partito post-fascista alla direzione del governo del Paese, alla guida di un partito, il più votato da coloro che si sono recati alle urne, che non ha ancora fatto e non intende fare seriamente i conti con il fascismo. Invece il secondo fatto viene sostanzialmente ignorato se non oscurato ed è destinato a finire nel dimenticatoio: l’affermazione del partito dell’astensione come il primo partito in Italia in rappresentanza di un esercito di elettori e di elettrici che, certo per ragioni diverse e contraddittorie, non si riconoscono in un sistema di partiti sempre più simili a prodotti di marketing.
Tratto da AGC News, di Maddalena Ingroia
Stando a un recente sondaggio, la maggioranza dei turchi vuole vivere in un Paese democratico e laico. In un momento in cui crescono le preoccupazioni per l’arretramento della democrazia e dell’ordine laico in Turchia, la stragrande maggioranza dei cittadini ha dichiarato che preferirebbe vivere in un Paese democratico e laico, secondo i risultati di un sondaggio d’opinione.

Alla domanda: “In che tipo di Paese vorresti vivere?”, il 72,9% dei partecipanti al sondaggio, condotto dalla società Metropoll di Ankara, ha risposto che vorrebbe vivere in un Paese democratico e laico, riporta Turkish Minute.

Anche la maggioranza dei sostenitori del Partito per la Giustizia e lo Sviluppo, Akp, e del suo alleato di estrema destra, il Partito del Movimento Nazionalista, Mhp, desidera vivere in un Paese democratico e laico: il 57,8% degli elettori dell’Akp e il 74,5% di quelli dell’Mhp hanno risposto il tal senso.