La Destra e il Dio italiano
Tratto da La Repubblica Arruolato nel 2020, il buon Dio si trova da tempo impigliato con la patria e la famiglia nella santa trinità meloniana che non ha ascendenze nelle sacre...
Tratto da La Repubblica Arruolato nel 2020, il buon Dio si trova da tempo impigliato con la patria e la famiglia nella santa trinità meloniana che non ha ascendenze nelle sacre...
Tratto da Orizzontescuola.it È stata presentata alla Camera una proposta di legge che mira a rendere obbligatoria l’esposizione del Crocifisso in luoghi chiave come scuole, uffici della pubblica amministrazione, carceri, ospedali,...
Cioè un grande piano di riscossa culturale e di sostegno educativo. Il provvedimento del governo Meloni risponde invece con inasprimenti, zero risorse e un approccio punitivo Articolo tratto da Wired.it È il focus che...
Il Pentagono sta impedendo all’amministrazione Biden di condividere con la Corte penale internazionale le prove raccolte dall’intelligence statunitense sui crimini di guerra commessi dall’esercito russo in Ucraina. I militari statunitensi sono contrari a offrire assistenza alla Corte, perché temono di creare un precedente che permetterà in futuro di perseguire cittadini statunitensi impegnati in operazioni militari all’estero. Le altre parti dell’amministrazione — tra cui le agenzie di intelligence stesse, e i dipartimenti di Stato e della Giustizia — vogliono invece collaborare.
La differenziazione prevista in Costituzione e insita nell’autonomia non può non essere messa in stretta relazione con tutti gli altri principi fondamentali con cui la Costituzione segna in modo irrevocabile la nostra Repubblica, in particolare con quello di uguaglianza sostanziale, che chiama in causa il pieno sviluppo della personalità di ciascuno e l’effettiva partecipazione di tutti alla vita economica, politica e sociale del Paese. Stiamo parlando del collante che consente alla nostra Repubblica di essere una e di restare indivisibile, di rendere permanente il processo di unificazione nazionale tramite la lotta alle diseguaglianze tra persone, tra gruppi e tra territori. Il regionalismo, dunque, pur se basato sulla differenziazione, non può assolutamente trasformarsi in un moltiplicatore delle diseguaglianze, pena il venir meno dell’adempimento dei «doveri inderogabili di solidarietà economica, politica e sociale» di cui all’art. 2 della Costituzione. C’è bisogno, quindi, di un regionalismo ripensato e organizzato su base solidaristica in grado di ridurre sempre più le disuguaglianze territoriali e non già di “fughe in avanti” verso differenziazioni territoriali ulteriori che potrebbero irrimediabilmente compromettere l’unità del Paese. Una unità che già scricchiola pesantemente sotto il peso delle attuali differenziazioni territoriali. A partire dalla scuola.