Tratto da nonmollare di Angelo Perrone

La decisione del governo Meloni di ricorrere allo spoils system (cambiamento dei vertici pubblici per ragioni di affinità politica) ricalca una prassi diffusa nelle democrazie occidentali, a cominciare dagli USA. Tuttavia dovrebbe essere salvaguardato il principio di imparzialità, mantenendo la valutazione oggettiva di capacità e competenze

Ha destato inevitabili polemiche l’intenzione del governo Meloni di procedere alla sostituzione dei massimi dirigenti delle amministrazioni pubbliche, e degli enti comunque partecipati dallo Stato, con nominativi di fiducia. Il sospetto è che si vogliano cambiare i responsabili delle più importanti strutture pubbliche per avere funzionari in linea con gli orientamenti della nuova compagine governativa e capaci di perseguirne gli obiettivi. Così facendo si otterrebbe che la burocrazia, mastodontica in Italia, non sia di ostacolo e assecondi il nuovo corso.

Una finalità dunque strumentale rispetto all’interesse partitico, a dispetto dell’esigenza di imparzialità ed indipendenza che dovrebbe ispirare l’azione amministrativa. Quando non anche determinata da intenti puramente clientelari, sistemare gli affiliati in posti di potere. Persino risarcire i trombati alle elezioni o dare consolazione agli esclusi dai primi incarichi. Le vicende degli ultimi decenni hanno mostrato, ha scritto allarmato Sabino Cassese, che «la fame di posti della politica si è rivolta alla pubblica amministrazione» (Corriere, 10.1.23).

Tratto da Fanpage.it L’appartenenza ad associazioni pro vita, le pubblicazioni su riviste religiose, le posizioni iper-conservatrici sui temi etici, accomunano la grande maggioranza dei professori, giuristi, medici chiamati a far parte del Comitato di bioetica, che fa consulenza al governo. Dubbi sull'aborto, contrarietà a eutanasia e suicidio assistito; per la sacralità della vita e la tutela della famiglia naturale. Il nuovo Comitato di bioetica nominato fa Giorgia Meloni è il terreno su cui il governo marca la sua impronta ideologica e trova una sintesi alla "rivoluzione conservatrice" delle destre. Il Comitato è un organo consultivo, a cui il governo si appoggia per chiedere pareri sui grandi temi di bioetica e biodiritto che interessano il Paese: il rapporto tra tecnologia e medicina, la cura della vita umana, il progresso delle scienze. Gli ultimi pareri formulati dal Comitato riguardano la pandemia e le vaccinazioni anti Covid. Ma è plausibile ipotizzare che nei prossimi anni il Comitato sarà chiamato a occuparsi  di temi su cui ormai da tempo  sono al centro dello sconto ideologico tra le forze politiche: aborto, eutanasia, maternità surrogata, gender. Per scegliere i membri del nuovo comitato, Meloni ha detto di aver tenuto conto "dei criteri di pluralismo ideale e professionale". In realtà, se si guarda in particolare alle new entry, tra i componenti nominati dal governo, emerge una matrice e comune.
Tratto da valigiablu, di Roberta Covelli
PROPOSTO L'EMENDAMENTO PER SOSTITUIRE LA NORMA 'ANTI-RAVE'
Aggiornamento 2 dicembre 2022: Nella fase di conversione del decreto legge 162/2022, il Governo ha presentato un emendamento per sostituire integralmente l’articolo 5, che introduce la cosiddetta norma anti-rave. La proposta di modifica riguarda sia la formulazione, sia la collocazione, sia alcuni elementi sostanziali del nuovo delitto, ma restano intatte molte criticità. Il nuovo reato, sintatticamente più in linea con la formulazione delle altre norme del codice penale, non sarebbe più il 434-bis cp, bensì il 633-bis cp: in questo modo non si tratterebbe più di reato contro l’incolumità pubblica, ma di reato contro il patrimonio. Quanto alla sostanza del reato, si propone di eliminare il requisito numerico (50 persone) e di aggiungere quello sonoro, prevedendo che i raduni punibili siano quelli “musicali”. Verrebbe poi eliminato il riferimento al codice antimafia e quindi l’applicabilità delle misure di prevenzione, tra cui la sorveglianza speciale, contro gli indiziati del reato in questione. Infine, mentre nel testo originale (tuttora vigente) si parla di raduni da cui “può derivare un pericolo”, nella proposta di modifica si prevede che il reato si verifichi quando “dall’invasione deriva una situazione di concreto pericolo”, quindi rendendo attuale e non più solo potenziale il pericolo. La pena resta invece la stessa: da tre a sei anni, da 1000 a 10000 euro di multa. Si consente così il ricorso alle intercettazioni (che sono ammesse dal codice di procedura penale per delitti non colposi per i quali il massimo della pena sia superiore a cinque anni). E restano valide le critiche relative alla severità e alla proporzionalità del reato in questione: l’invasione per profitto è punita con una pena molto minore (da 1 a 3 anni, da 103 a 1032 euro) rispetto al nuovo reato di invasione per raduni musicali.
Il primo provvedimento ufficiale del governo Meloni, il decreto legge 31 ottobre 2022, n. 162, introduce un nuovo reato: invasione di terreni o edifici per raduni pericolosi per l’ordine pubblico o l’incolumità pubblica o la salute pubblica. Nonostante la cronaca degli ultimi giorni abbia indotto molti, compresa la Presidente del Consiglio in conferenza stampa, a collegare il nuovo reato al rave party di Modena, è lecito dubitare che una festa, per quanto non autorizzata, sia davvero la ragione di simili scelte di politica penale. La perplessità non riguarda solo la rapidità di intervento normativa rispetto al suo pretesto, quanto il suo porsi in coerenza con i provvedimenti in materia di ordine pubblico varati, tre anni fa, dal governo gialloverde e dall’allora Ministro dell’Interno Matteo Salvini, e in parte anche dal suo precedessore, Marco Minniti. In ogni caso, a prescindere dalle ragioni occulte o palesi dell’intervento normativo, bisogna ricordare che una legge è generale e astratta: riguarda tutti, non solo coloro contro i quali il legislatore del momento intende indirizzare la sua repressione. È il caso allora di lasciare da parte le opinioni e partire dai fatti. E i fatti, in materia giuridica, iniziano sempre dal testo della norma e dalla sua collocazione sistematica.

Cosa dice il decreto

L’articolo 5 del decreto 162/2022 incide su due codici: il codice penale, con l’introduzione dell’articolo 434-bis, e il codice antimafia (D.lgs. 159/2011), allargando l’applicazione delle misure di prevenzione anche “ai soggetti indiziati del delitto di cui all’articolo 434-bis del codice penale”. Già questo duplice intervento lascia intendere il livello di offensività che il legislatore collega a un delitto simile, ma prima di affrontarne le implicazioni bisogna capire quale sia il fatto di reato. Il primo comma del nuovo art. 434-bis cp, nel definire l’azione delittuosa, la descrive così: L'invasione di terreni o edifici per raduni pericolosi per l'ordine pubblico o l'incolumità pubblica o la salute pubblica consiste nell'invasione arbitraria di terreni o edifici altrui, pubblici o privati, commessa da un numero di persone superiore a cinquanta, allo scopo di organizzare un raduno, quando dallo stesso può derivare un pericolo per l'ordine pubblico o l'incolumità pubblica o la salute pubblica.
Tratto da ilManifesto, di Manuela Manera A livello individuale la dimenticanza si può perdonare. È però grave se avviene in un articolo giornalistico, perché mette in luce o una scarsa competenza o, peggio, un uso strumentale delle informazioni. Quando Ricolfi su Repubblica afferma che è sufficiente l’indicazione di Meloni di essere chiamata al maschile per “scatenare critiche, battute, ironie” compie un atto tendenzioso, tacendo la storia di un dibattito che in Italia è vivo da quasi 40 anni (A. Sabatini, Il sessismo nella lingua italiana, 1987). È reticente anche nel ricordare l’antecedente opposto, quello di Boldrini che volle per sé il femminile e fu oggetto di hate speech. In questi ultimi anni le polemiche sono state soprattutto sulle strategie tese a garantire una giusta rappresentazione a tutte le soggettività, introducendo nuovi simboli come l’asterisco (es. ragazz*) o la schwa (es. ragazzə). Strategie in uso già da una decina d’anni in gruppi ristretti e che ora si stanno diffondendo per libera scelta di chi costruisce una comunicazione e la vuole rispettosa delle differenze. Ricolfi confonde le battaglie per il riconoscimento dell’identità di genere (quindi la scelta di come nominarsi, se al maschile, al femminile o altro) con l’opportunismo di chi ricorre al maschile solo in certi momenti. Nel caso di Meloni – ma non è la sola – la scelta non riguarda la sua identità di genere ma un ruolo che lei interpreta in modo machista; tant’è che si rivendica donna, madre, cristiana, e in questi casi non declina al maschile. La sua è la sottolineatura, nel solco di una cultura patriarcale fortemente rivendicata, che il maschile è portatore di prestigio, il femminile no.
Tratto da  sanremo news, di Carlo Alessi
“Il voto ha fatto emergere la storia dell’Italia, che è segnata da una tradizione di umanesimo cristiano – ha dichiarato – incompatibile con le esasperazioni della cultura di sinistra”.
“Con Giorgia Meloni ha vinto l’umanesimo Cristiano”: questo, in estrema sintesi, il pensiero espresso dal Vescovo di Ventimiglia-Sanremo, Mons. Antonio Suetta, in una intervista concessa al quotidiano nazionale ‘Libero’, a commento delle ultime elezioni politiche. Il Vescovo, nell’intervista, ha auspicato soprattutto un Governo stabile “Che possa guidare il paese nelle complicate e pericolose situazioni critiche che si stanno vivendo”. Mons. Suetta, in risposta a una domanda del quotidiano nazionale, ha poi analizzato il voto politico del 25 settembre scorso, spiegando dal punto di vista pastorale, la grande affermazione di Fratelli d’Italia: “Il voto ha fatto emergere la storia dell’Italia, che è segnata da una tradizione di umanesimo cristiano – ha dichiarato – incompatibile con le esasperazioni della cultura di sinistra”.
Tratto da La Repubblica, di Redazione Politica
Il partito di Meloni non condivide la scelta degli autori del famoso cartone animato di aver inserito le famiglie arcobaleno nella storia. E Letta su Twitter:"Domanda per Giorgia Meloni. Quindi Peppa Pig va censurata e il video della donna violentata a Piacenza va rilanciato senza limiti?"
Gli autori dell'amatissimo e famosissimo cartone animato Peppa Pig hanno scelto di allargare la narrazione al concetto di famiglie e non solo. E così le famiglie arcobaleno arrivano nel mondo della famosissima maialina antropomorfa. Da qualche giorno nella serie è apparso un nuovo personaggio, Penny Polar Bear. Nell'episodio intitolato, non a caso, "Famiglie", l'amico di Peppa nel descrivere la sua famiglia racconta: "Io vivo con la mia mamma e l'altra mia mamma. Una mamma fa il dottore, l'altra cucina spaghetti. E io adoro gli spaghetti", conclude Penny Polar Bear. La scelta degli autori  ha fatto scattare gruppi prolife e Fratelli d'Italia.