Tratto da Domani di Giulia Merlo Fratelli d’Italia punta ad approvare una proposta di legge che rende la gpa un reato universale. Tuttavia la nozione difficilmente regge davanti alle regole di diritto internazionale: non si può condannare qualcuno per un comportamento commesso fuori dai confini nazionali e dove è considerato legale. A livello generale, perchè un comportamento venga perseguito penalmente, deve essere stato commesso nello stato in cui è reato. Questo vale soprattutto in Italia, dove il codice penale all’articolo 6 prevede che solo chi commette un reato nel territorio dello stato è punito secondo la legge italiana.

Tratto da Ansa SERRALUNGA DI CREA, 28 MAR - Processione questo pomeriggio al Santuario della Madonna di Crea, nel Casalese, per chiedere, visto il lungo periodo di siccità, l'arrivo della pioggia. In...

Tratto da La Repubblica di Gustavo Zagrebelsky
È un concetto più volte strumentalizzato nel corso della Storia. Chi esercita il potere può tradurla in oppressione. Subirla significa sperimentare la violenza. Se ne parlerà alla Biennale Democrazia di Torino. La norma della libertà è ignota a me, come a tutti noi. Lo stesso per la giustizia, l’uguaglianza, la democrazia, l’umanità e tante altre bellissime cose. La libertà si invoca contro il male che impedisce al bene di trionfare o semplicemente contro i fastidi che impediscono di vivere tranquillamente nel proprio astuccio privato. Libera nos a malo, dice l’antica preghiera. Si presuppone in questo modo che la vita sia una grande o piccola lotta tra il bene e il male: una lotta che può lasciare indifferenti solo gli ignavi, quelli che non hanno diritto di stare in Paradiso, ma nemmeno all’Inferno.
Tratto da Wired di Chiara Zennaro Evitare l'uso dell'articolo determinativo davanti ai cognomi delle donne e i segni eterodossi - come asterischi e schwa (il simbolo ə, che viene utilizzato per declinare i sostantivi al genere neutro) - e declinare al femminile le professioni e le cariche: l'Accademia della Crusca ha fornito alcune indicazioni in risposta al quesito del Comitato pari opportunità del Consiglio direttivo della Corte di Cassazione sulla parità di genere negli atti giudiziari. Come si legge nella premessa al documento, le norme linguistiche utilizzate finora riprendono quelle introdotte da Alma Sabatini, attivista femminista, linguista, saggista e insegnante romana scomparsa nel 1988, che a sua volta si è ispirata al modello anglosassone.

Tratto da Polo del '900 e Biennale Democrazia Il Polo del ‘900 ospita e partecipa all’organizzazione e curatela di alcuni eventi di Biennale Democrazia 2023 che avrà luogo a Torino dal...

Tratto da Domani di Emanuele Felice I delegati della Cgil hanno accolto Giorgia Meloni intonandola. La serie tv La casa di carta l’ha scelta come brano di punta. È diventata l’inno delle proteste in tutto il mondo, dalle donne iraniane ai Fridays for future. In pochi, però, conoscono le sue origini e il fatto che sia il frutto di una silenziosa opera collettiva che unisce nord e sud dell’Italia Bella ciao è oggi la canzone italiana più famosa al mondo. Ma chi l’ha composta, quando? Non lo sappiamo con certezza. C’è chi sostiene addirittura che non fosse cantata durante la Resistenza.
Tratto da la Repubblica di Francesco Bei "Ma poi, o signori, quali farfalle andiamo a cercare sotto l’arco di Tito? Ebbene, io dichiaro qui, al cospetto di Voi, ed al cospetto di tutto il governo italiano, che assumo (io solo!) la responsabilità di 3-I (politica! morale! storica!) di tutto quanto è avvenuto. Se le frasi più o meno storpiate bastano per impiccare un uomo, fuori il palo e fuori la corda! Se 3-I è stata una mia colpa, a me la responsabilità di questo, perché questo clima storico, politico e morale io l’ho alimentato nel mio ruolo". I componenti del Cda di 3-I, la società pubblica che dovrebbe gestire il software di Inps, Istat e Inail, sono sobbalzati quando ieri mattina, aprendo la posta, hanno trovato questa mail del presidente Claudio Anastasio.
Tratto da Centro Gobetti 
L’azione culturale e politica di Piero Gobetti – il cui fine ultimo era la formazione di una nuova élite intellettuale e di “una classe dirigente sicura e moderna, dotata di spirito di sacrificio e di maturità storica” – fu portata avanti attraverso l’innovativa formula, parzialmente ereditata dall’esperienza fiorentina della rivista “La Voce”, di coniugare la pubblicazione delle riviste con la creazione di una casa editrice.
Tratto da Today di Daniele Tempera Detto fatto. Dopo anni di polemiche alimentate da politici e media, rivelazioni quotidiane di truffe ai danni dello Stato, retorica sugli imprenditori che non trovano lavoro a causa di quello che la Premier ha definito “metadone di Stato”, il reddito di cittadinanza chiude i battenti, come annunciato in campagna elettorale dalla destra. Il governo Meloni ha dapprima annunciato lo stop definitivo a fine 2023, dall’altro ha prospettato il battesimo di una nuova misura chiamata “Mia”. Secondo anticipazioni la nuova misura dovrebbe presentare una stretta decisa agli assegni di sostegno e alla loro durata, la netta separazione tra “occupabili” e “non occupabili”, un'accelerazione sulla tipologia di lavoro definito “congruo” (leggi "non rifiutabile"), la predilezione dell’aiuto alle famiglie rispetto a quella riservata ai “single”. Ma cosa è stato il Reddito di Cittadinanza? Forse a quattro anni di distanza dal suo battesimo è ora di fare, dati alla mano, chiarezza su una delle misure più discusse della nostra storia politica.
Tratto da la legge per tutti di Carlos Aija Garcia Per eutanasia si intende ogni intervento medico che prevede la somministrazione diretta di un farmaco letale al paziente che ne fa richiesta e che soddisfa determinati requisiti. In pratica, si procura la morte di una persona, consenziente e consapevole delle proprie azioni, in maniera intenzionale e indolore. Non va confusa con il suicidio assistito: in questo caso, la persona che ne fa richiesta, sempre nelle sue piene capacità cognitive, si autosomministra il farmaco letale per porre fine alle proprie sofferenze. In Italia, l’eutanasia è reato, mentre è possibile – a determinate condizioni – mettere in atto il suicidio assistito. Invece, dov’è legale l’eutanasia?
Tratto da il manifesto di Francesco Pallante Tra le più nefaste conseguenze del sotto finanziamento del Servizio sanitario nazionale (Ssn), particolarmente pesante è quella che, da molti anni, si abbatte sui malati non autosufficienti. Nonostante la loro condizione di malattia, il più delle volte certificata dalle stesse strutture del Ssn, sempre più numerosi sono i non autosufficienti lasciati privi di assistenza sanitaria, specialmente a causa degli atti amministrativi con cui le regioni e i comuni aggirano, violandole, le leggi attuative del diritto costituzionale alla salute (esse stesse, peraltro, oggi minacciate dal progetto di legge sulla non autosufficienza).
Tratto da Domani di Federica Tourn Sono le nove del mattino di domenica 5 marzo e lo stato maggiore del centro Aletti è nelle prime file: la direttrice Maria Campatelli, Michelina Tenace, le artiste Eva Osterman e Maria Stella Secchiaroli, i gesuiti Milan Žust e Andrej Brozovic; Alberta Putti, docente di teologia dogmatica alla pontificia università gregoriana dirige il coro. Dietro l’équipe siedono sacerdoti e laici che frequentano il centro e i ragazzi e le ragazze che gravitano intorno all’atelier di teologia. A tenere l’omelia c’è il gesuita argentino Matias Yunes, anche lui cresciuto al centro Aletti. Rupnik concelebra in mezzo agli altri sacerdoti e impone le mani al momento dell’eucaristia, nonostante le restrizioni che gli sono state imposte dal suo superiore maggiore, padre Johan Verschueren, e che gli proibiscono, fra l’altro, «qualunque attività ministeriale e sacramentale pubblica».