Tratto da Il Post
Creano gravi disagi alle persone trans e non binarie: in molti si sono mobilitati per chiedere di abolirli anche se con scarsi risultati
In base a una legge del 1967 i registri elettorali – ovvero gli elenchi stilati dal ministero degli Interni che regolano l’accesso degli elettori ai seggi – sono divisi in base al genere: le persone che da carta d’identità risultano essere di genere femminile vengono iscritte in un elenco, quelle che risultano essere di genere maschile in un altro. Nel giorno delle elezioni, poi, il presidente del seggio elettorale può decidere se chiedere ai suoi scrutatori di chiamare gli elettori al seggio in base al genere o meno. Così, oggi come in passato, nella maggior parte dei seggi gli elettori sono stati divisi in due file secondo questo criterio.
Tratto da Amnesty International Amnesty International Italia si avvia a concludere il monitoraggio svolto per la sesta edizione del Barometro dell’odio, focalizzato sulla campagna elettorale in rete. Nell’ambito del progetto, i post Facebook e i tweet pubblicati a partire dal 22 agosto 2022 da una rosa di candidate e candidati sono analizzati, uno a uno, da una squadra composta da 60 attivisti e da alcuni esperti.
Tratto da Micromega, di Roberto Grendene
Per chi ha cuore laicità dello Stato e diritti civili la nuova legislatura potrebbe segnare il passaggio da una situazione desolante a una catastrofica.
Se la diciassettesima legislatura ci ha consegnato testamento biologico, divorzio breve e unioni civili, il bilancio da una prospettiva laica della diciottesima, che sta volgendo al termine, è desolante. Trovare passi avanti è un’impresa, e si rischia di mentire a se stessi definendoli tali senza ulteriori precisazioni. Le dichiarazioni dei redditi 2020 hanno per la prima volta permesso ai contribuenti che scelgono “Stato” nell’Otto per mille d’indicare la specifica destinazione tra le cinque previste per legge. Piccola cosa e pure atto dovuto, visti i ripetuti rimproveri in merito da parte della Corte dei conti. Sempre nel 2020 il Ministero della Salute ha aggiornato le linee guida sull’aborto farmacologico, facendo cadere l’obbligo di ricovero e ammettendo l’uso della pillola Ru486 fino alla nona settimana. Ma anche in questo caso si è trattato di colmare un vergognoso divario rispetto agli altri paesi occidentali e allineare le procedure mediche alle indicazioni dell’Oms e a consolidate evidenze scientifiche. Senza contare che più che di volontà laica può essersi trattato di necessità per non affollare gli ospedali durante l’emergenza pandemica.
Tratto da il Secolo d'Italia, di Giulia Melodia A Napoli si è ripetuto il miracolo di San Gennaro: il sangue si è sciolto. La città è in festa per la ricorrenza del Santo patrono e per il miracolo appena avvenuto. E nel Duomo, dopo due anni a capienza limitata per le norme anti Covid, le celebrazioni per San Gennaro sono tornate accessibili al riempimento massimo consentito. Una circostanza ghiotta per partecipare all’evento, frequentatissimo sul posto. Oltre che seguitissimo sui media. Un’opportunità che alcuni esponenti politici non si sono lasciati sfuggire, presenziando al Duomo al prodigio della liquefazione del sangue. E alle celebrazioni in onore del Martire a cui rivolgere – perché no – qualche invocazione o pseudo appello di buon auspicio.
La Redazione La siccità che ci affligge, la più grave degli ultimi 500 anni, sembra essere una metafora dell’aridità della politica di questa campagna elettorale, mai bagnata da una salutare pioggia di idee. In questa azione di propaganda autoriferita, poverissima di contenuti, assistiamo a un improvviso quanto poco credibile spostamento a sinistra di forze come PD e M5S, dimentichi che le urgenze sociali a cui vorrebbero rispondere sono ormai compenetrate dalle questioni ambientali ed energetiche. Lo spostamento risulta tanto meno credibile quando, dimentichi di ogni principio di laicità questi e altri partiti bussano alla porta del Meeting di Rimini, storico palcoscenico su cui ogni anno viene messa in scena la decapitazione della laicità, alla ricerca di consensi politici da trasformare in qualche voto in più. Sembrerebbe che laicità, verità e consapevolezza versino davvero in cattive condizioni.
Tratto da La Repubblica, di Federica Cravero
Intervista con lo storico intellettuale e partigiano che festeggia i 104 anni
I fascisti gli spararono, un portasigarette di metallo gli salvò la vita, ma soffrì la carcerazione in via Asti. Era il 1944. Un’epoca fa. E certo non si augurava Bruno Segre, a 104 anni compiuti proprio ieri, di festeggiare il compleanno alla vigilia di elezioni in cui i venti della destra soffiano così forte. «Sono un po’ scettico a proposito di questa campagna elettorale», scuote la testa Segre che nella vita è stato partigiano, giornalista, avvocato e politico. L’età non ha fiaccato l’attività intellettuale: «Sto scrivendo un articolo sulla data del 20 settembre, perché io festeggio le ricorrenze laiche come la breccia di Porta Pia», ma confida di essere «un po’ stanco ultimamente, dopo aver preso il Covid a giugno. Però guido ancora, sa, e ho litigato un po’ con il sindaco Lo Russo perché non vuole rendere di nuovo percorribile alle auto il tratto di via Roma tra piazza San Carlo e piazza Castello e bisogna fare un giro...».
Tratto da MicroMega, di Daniele Nalbone
Il vescovo Giuseppe Zenti in una lettera "a tutti i presbiteri e diaconi": "Votate per chi difende la famiglia voluta da Dio, contrasta l'ideologia gender, l'aborto, l'eutanasia e difende la scuola cattolica". Berizzi: "“L’Italia è uno Stato laico anche a Verona?".
A pochi giorni dai ballottaggi, il vescovo di Verona, Giuseppe Zenti, scende in campo e si schiera esplicitamene con il candidato della destra, il “meloniano” Federico Sboarina. E lo fa attaccando frontalmente Damiano Tommasi, sfidante per il centrosinistra del sindaco uscente. E poco importa che Damiano Tommasi sia un cattolico praticante, abbia sei figli e sia il fondatore di una scuola dedicata a don Milani, in quel di Pescantina.