Tratto da Futuro Quotidiano

Le mine Houthi hanno ucciso 3.673 civili, tra cui 647 bambini e 462 donne, e ferito 3.135 civili, tra cui 741 bambini e 362 donne

La Rete yemenita per i diritti e le libertà ha annunciato di aver documentato più di 127.000 violazioni commesse dalla milizia Houthi. Le vittime sono i civili yemeniti. Dal colpo di stato dei ribelli del settembre 2014, si sono contati più di 14 uccisioni. In un rapporto pubblicato in occasione della Giornata internazionale dei diritti umani (10 dicembre), la Rete ha affermato che il suo team sul campo ha documentato circa (127.260) episodi di violazioni contro i civili in cui la milizia Houthi è stata coinvolta nel periodo dal 21 dicembre 2014 , al 30 giugno 2022. Ha aggiunto che le milizie hanno ucciso 14.557 civili, inclusi (3.618) bambini, inclusi (412) neonati e (1.974) donne, secondo il meccanismo di monitoraggio e documentazione effettuato dalla squadra sul campo della rete attraverso le visite civili della squadra. La milizia Houthi ha anche ferito 33.438 civili, tra cui 5.875 donne e 4.334 bambini.
Tratto da laRepubblica, di Benedetta Perilli La maggioranza ha votato sì al progetto di legge che consentirà il suicidio assistito. Sarà possibile soltanto per i maggiorenni, se il loro desiderio è "attuale e reiterato, serio, libero e informato". Ora spetta al presidente della Repubblica promulgare il testo Un dibattito parlamentare lungo almeno cinque anni e due veti presidenziali dopo, la legalizzazione dell'eutanasia in Portogallo è stata approvata oggi in Parlamento per la terza volta. Nonostante l'opposizione avesse chiesto la possibilità di sottoporre il tema a un referendum pubblico, è arrivata grazie alla maggioranza il sì a una legislazione che consentirà il suicidio medicalmente assistito in determinate circostanze. Ora spetta al presidente della Repubblica Rebelo de Sousa, conservatore e cattolico, promulgare il testo o rimetterlo all'esame della Corte costituzionale e mettere un veto, come ha già fatto due volte nel 2021. Si esprimerà prima di Natale, ha promesso. Secondo i sondaggi la legalizzazione dell'eutanasia sarebbe condivisa da oltre la metà dei cittadini portoghesi nonostante le forti resistenze della Chiesa in un Paese a maggioranza cattolica. Per i legislatori, che hanno lavorato alle modifiche del testo fino a poche ore prima dell'approvazione della versione finale di mercoledì scorso da parte della Comissão de Assuntos Constitucionais do Parlamento, l'eutanasia sarà possibile soltanto per le persone maggiorenni che manifestano un desiderio "attuale e reiterato, serio, libero e informato". Persone che inoltre devono trovarsi "in una situazione di sofferenza di grande intensità, con lesione definitiva di estrema gravità o malattia grave e inguaribile". Il testo base contiene il progetto di legge voluto dal Partito Socialista, che governa con la maggioranza assoluta, insieme a Iniziativa Liberale, Blocco di sinistra e gli ambientalisti di Pan e approvato lo scorso giugno dell'Assemblea. Contrari i partiti di estrema destra Chega e il Partito Comunista, astenuto il partito social-democratico del Psd che con il presidente Luís Montenegro presenterà un progetto per la richiesta di un referendum popolare.
Tratto da Valigia Blu Primo febbraio 2021: Sonia Di Maggio, 29 anni, viene accoltellata dall’ex partner mentre si trova per strada col nuovo compagno a Specchia Gallone, 40 chilometri a sud di Lecce. 22 febbraio 2021: Deborah Saltori, 42 anni, viene uccisa a Cortesano, in provincia di Trento, aggredita con un’accetta dall’ex marito, che poi tenta il suicidio. 24 dicembre 2021: Emanuela Rompietti viene colpita con un colpo di pistola dal marito nella loro villetta ad Amelia, in Umbria. Ha 80 anni ed è malata di Alzheimer. Sono alcune delle storie contenute nell’Atlante dei femminicidi in Italia, la prima piattaforma che, su base cartografica, mette insieme i dati sui femminicidi, per facilitare la loro analisi e l’elaborazione di strategie di prevenzione. Il progetto è stato realizzato dalla Casa delle donne per non subire violenza di Bologna insieme allo studio di grafica cartografica Atlantis, con il finanziamento della regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna: sulla piattaforma è possibile esplorare una mappa interattiva, costruita a partire dai casi di cronaca apparsi sulla stampa e censiti dall’associazione. Nel 2021 il numero complessivo di femminicidi rilevati è stato di 106, dato in leggero aumento rispetto agli anni precedenti: erano 96 nel 2019 e 102 nel 2020. “Certamente il numero è sottostimato, perché alcuni casi sfuggono alla cronaca”, spiega Anna Pramstrahler della Casa delle donne per non subire violenza. “Il sommerso colpisce in particolare le donne più fragili, come le migranti, le trans, le sex workers, le vittime di tratta e sfruttamento, le donne anziane o malate”. Da ottobre 2021, un gruppo di ricerca della Casa delle donne ha iniziato a mettere insieme la banca dati da cui poi è stato sviluppato l’Atlante, che permette di geolocalizzare i femminicidi e di categorizzarli in base a diversi parametri: la relazione con l’assassino, le violenze pregresse, le denunce presentate, l’età e la provenienza di vittima e aggressore, oltre che la causa scatenante. “Ma in realtà il vero e più profondo movente è sempre lo stesso: la condizione stessa di essere donna, e la volontà di possesso da parte dell’uomo”, spiega Margherita Apone, che ha fatto parte del gruppo di ricerca della Casa delle donne. 
Tratto da ilmanifesto, di Giulia D'Aleo SCUOLA. Tra le 50mila persone scese in piazza a Roma il 26 novembre accanto a Non Una di Meno c’erano anche attivisti e attiviste, operatori e operatrici di sportelli e rifugi […] Tra le 50mila persone scese in piazza a Roma il 26 novembre accanto a Non Una di Meno c’erano anche attivisti e attiviste, operatori e operatrici di sportelli e rifugi antiviolenza, associazioni e collettivi studenteschi. Realtà che, con possibilità e impegni diversi, si impegnano per prevenire e contrastare la violenza di genere. Tra questi attori, il grande assente è ancora la scuola. Nonostante le linee guida dell’Oms indichino che un’adeguata educazione sessuoaffettiva sia fondamentale nella prevenzione di abusi sessuali, violenza, episodi di omolesbotransbifobia – oltre che per la riduzione di gravidanze e aborti nelle adolescenti e per la diminuzione delle malattie sessualmente trasmissibili – in Italia non esiste ancora una legge nazionale che agisca in modo capillare e omogeneo sulla formazione a partire dall’infanzia.
Tratto da Avvenire.it Il 15 dicembre 1972 la promulgazione della legge 772 che istituiva il servizio civile alternativo alla naja. Al convegno di Cnesc e Movimento Nonviolento i pacifisti che dicono no a Putin. Cinquant’anni esatti di obiezione allo strumento militare, per un impegno civile alternativo. Mezzo secolo dalla prima legge, quella che ha riconosciuto a oltre 800 mila obiettori il diritto di difendere la Patria nelle cittadini fragili, nell’ambiente degradato, nei beni culturali. Una battaglia nonviolenta sostenuta, agli albori, anche dall’estero, come dal filosofo Bertrand Russel che col movimento pacifista britannico aiutò Aldo Capitini - inventore nel 1961 della Marcia della pace Perugia-Assisi - a sostenere il primo obiettore italiano, Pietro Pinna processato nel 1949. Una lotta per i diritta che oggi prosegue col supporto di organizzazioni pacifiste italiane agli obiettori russi, bielorussi e ucraini che si rifiutano di combattere la guerra di Putin. Porprio ieri sono state consegnate a Palazzo Chigi oltre duemila firme raccolte dal Movimento noviolento e da Un ponte per… nell’ambito della Campagna di Obiezione alla guerra, per chiedere il riconoscimento dello status di rifugiati politici a obiettori, renitenti alla leva e disertori nel conflitto russo-ucraino.
Tratto da Fanpage.it L’appartenenza ad associazioni pro vita, le pubblicazioni su riviste religiose, le posizioni iper-conservatrici sui temi etici, accomunano la grande maggioranza dei professori, giuristi, medici chiamati a far parte del Comitato di bioetica, che fa consulenza al governo. Dubbi sull'aborto, contrarietà a eutanasia e suicidio assistito; per la sacralità della vita e la tutela della famiglia naturale. Il nuovo Comitato di bioetica nominato fa Giorgia Meloni è il terreno su cui il governo marca la sua impronta ideologica e trova una sintesi alla "rivoluzione conservatrice" delle destre. Il Comitato è un organo consultivo, a cui il governo si appoggia per chiedere pareri sui grandi temi di bioetica e biodiritto che interessano il Paese: il rapporto tra tecnologia e medicina, la cura della vita umana, il progresso delle scienze. Gli ultimi pareri formulati dal Comitato riguardano la pandemia e le vaccinazioni anti Covid. Ma è plausibile ipotizzare che nei prossimi anni il Comitato sarà chiamato a occuparsi  di temi su cui ormai da tempo  sono al centro dello sconto ideologico tra le forze politiche: aborto, eutanasia, maternità surrogata, gender. Per scegliere i membri del nuovo comitato, Meloni ha detto di aver tenuto conto "dei criteri di pluralismo ideale e professionale". In realtà, se si guarda in particolare alle new entry, tra i componenti nominati dal governo, emerge una matrice e comune.
Tratto da Il Manifesto  Il sito di Amnesty International si apre in questi giorni con i visi di sette giovani la cui vita è in pericolo solo perché «credono in un mondo più giusto». È il lancio della maratona Write for Rights, per «liberare subito» donne e uomini che «lottano per tutti», come l’artista cubano Luis Otero Alcántara, rinchiuso dal 2021 nel carcere di massima sicurezza di Guanajay in quanto dissidente, o della russa Aleksandra Skochilenko, anche lei artista, detenuta in attesa di processo da 9 mesi in condizioni terribili per un’azione di protesta contro la guerra in Ucraina, o Joanah, Netsai e Cecillia, donne che il regime dello Zimbabwe ha torturato terribilmente per il solo fatto di aver protestato. E ancora: Nasser Zefzafi, marocchino, torturato e condannato a 20 anni per aver criticato un’autorità religiosa, e l’iraniano Vahid Afkari, in carcere dalla manifestazione pacifica del 2018. Non a caso, l’organizzazione internazionale da luglio scorso è impegnata con la campagna «Proteggo la protesta». Perché, per chi esprime dissenso, è stato – come spiega Riccardo Noury, portavoce di Amnesty Italia – «un anno nero».
Tratto da nev  Il 5 dicembre alla Sala Stampa della Camera è stata presentata la nuova edizione del Rapporto sullo stato dei diritti in Italia, un monitoraggio di diciassette diritti su cui dal 2014 l'associazione A buon diritto tiene alta l'attenzione. L'avvocata Ilaria Valenzi ha curato la parte sul pluralismo religioso. Roma (NEV), 7 dicembre 2022 – Presentato il rapporto annuale sullo stato dei diritti in Italia, a cura dell’associazione A buon diritto e con il contributo dell’Otto per mille valdese.
I contenuti della pubblicazione sono stati illustrati il 5 dicembre scorso, in una conferenza stampa alla Camera, alla quale sono intervenute le parlamentari Ouidad Bakkali, Rachele Scarpa, Cecilia d’Elia, Susanna Camusso e il parlamentare Riccardo Magi.
Il Manifesto del Parlamento dei diritti a oggi è stato firmato da una trentina di parlamentari.
Tratto da rainews

Voto favorevole della maggioranza dell'assemblea: sì ad emendamenti legislativi che puniscono i rapporti sessuali extra coniugali, apportando altre importanti modifiche. Amnesty: "Un colpo significativo per i diritti umani"

No al sesso fuori dal matrimonio, il parlamento indonesiano ha approvato a maggioranza gli emendamenti legislativi. La stretta nel paese a maggioranza musulmana arriva insieme ad altre importanti modifiche al codice penale. La denuncia di Amnesty International: “Un duro colpo per i progressi dell'Indonesia nella protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali per oltre due decenni. E' spaventoso”
Tratto da repubblica Proposta di regolamento per garantire il trasferimento delle tutele all'interno dell'Europa. Si pensa anche a un certificato europeo di genitorialità. Von der Leyen: "Sono orgogliosa delle nuove norme". BRUXELLES - I genitori dello stesso sesso e i loro figli dovrebbero essere riconosciuti come una famiglia anche si spostano da uno Stato dell'Unione a un altro. È uno dei principi al centro della proposta di regolamento presentata oggi dalla Commissione Ue per garantire le famiglie con genitori gay. "La proposta è incentrata sull'interesse superiore e sui diritti del bambino", spiega Bruxelles, evidenziando che "la genitorialità stabilita in uno Stato membro dovrebbe essere riconosciuta in tutti gli altri Stati membri, senza alcuna procedura speciale", incluso il riconoscimento per i "genitori dello stesso sesso". Le nuove norme, afferma la Commissione europea, garantiranno "chiarezza giuridica a tutti i tipi di famiglie che si trovano in una situazione transfrontaliera all'interno dell'Ue" e consentiranno "ai minori in situazioni transfrontaliere di beneficiare dei diritti derivanti dalla genitorialità ai sensi del diritto nazionale, in questioni quali la successione, il mantenimento, l'affidamento o il diritto dei genitori di agire in qualità di rappresentanti legali del minore (per questioni scolastiche o sanitarie)".
Tratto da riforma 

La Giuria Interfedi del Torino Film Festival ha assegnato il suo “Premio per il rispetto delle minoranze e per la laicità” al film “I sogni abitano gli alberi”.

Opera prima del regista Marco Della Fonte, ospite al 40° Torino Film Festival (25 novembre – 3 dicembre 2022), il lungometraggio riceve così il riconoscimento della nona edizione di questa giuria speciale.

La Giuria Interfedi è infatti promossa, dal 2013, dalla Chiesa valdese e dalla Comunità ebraica di Torino, con il patrocinio del Comitato Interfedi della Città di Torino.

Tratto da ilmulino, di Fabrizio Floris, Pino Luciano Nessuna legge in materia di psichiatria sarà abbastanza innovativa finché si continuerà a trattare il disagio psichico con pratiche finalizzate più al controllo che alla cura. Un dialogo con lo psichiatra Ugo Fornari Periodicamente fatti eclatanti di cronaca portano all’attenzione dell’opinione pubblica situazioni in cui persone con disagio psichico diventano socialmente pericolose: si determina così un dibattito emotivo che oscilla tra la paura e le proposte di esclusione e reclusione delle persone affette da questo tipo di disagio (sino al tradizionale «buttiamo la chiave» dopo averli rinchiusi). Con la legge del 30 maggio 2014, che ha decretato il superamento dei cosiddetti ospedali psichiatrici giudiziari, sembrava si fosse fatto un passo avanti significativo. Ne abbiamo parlato con Ugo Fornari, già professore ordinario di Psicopatologia forense all’Università di Torino e autore di numerose pubblicazioni, tra cui il Trattato di psichiatria forense (Utet, 2021). «Per inquadrare bene la situazione attuale – esordisce il professore – bisogna partire dal fatto che nell’Ottocento e per buona parte del Novecento il trattamento della follia è rientrato quasi esclusivamente nella dimensione del controllo sociale, attraverso l’espulsione dal consorzio civile delle classi pericolose, identificate fin dai secoli precedenti nel sottoproletariato, nei disoccupati, nei vagabondi, nei mendicanti, negli immigrati, nei nullatenenti e nei pazzi, categoria non ben definita di diversi. Ecco che allora la storia del manicomio civile si identifica con un certo modo di concepire la psichiatria, come una forma di esercizio particolare del controllo sociale». FABRIZIO FLORIS, PINO LUCIANO: Come si è manifestata nella pratica questa idea? UGO FORNARI Nel 1876 venne inaugurato il primo «manicomio criminale» italiano, nato come Sezione per maniaci presso la «Casa penale per invalidi» di Aversa: aveva lo scopo di ospitare condannati «impazziti in carcere», al fine di evitare «conseguenze dispiacevoli per l’ordine, la disciplina, lo stato igienico e la sicurezza interna delle Case penali del Regno» (circolare del ministero dell’Interno inoltrata ai direttori dei manicomi, 1872). Dopo quello di Aversa nacquero Montelupo Fiorentino (Fi), nel 1886; Reggio Emilia, nel 1892; Napoli, nel 1922; Barcellona Pozzo di Gotto (Me), nel 1925; e Pozzuoli, nel 1955 (che chiuderà già nel 1974).