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Istituzioni laicità religioni Vescovi

Sinodo Valdese: focus sulla laicità

Laicità dello Stato e ora di religione, quanti passi indietro!
di Claudio Geymonat (Tratto da Riforma.it)

Appassionato dibattito del Sinodo valdese e metodista riunito in questi giorni per richiedere alle chiese evangeliche una forte attenzione all’attacco in corso alla laicità delle istituzioni, scuole in primis

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Istituzioni laicità Vescovi

Mandiamo i sindacati a scuola di laicità

Negli stessi giorni in cui il Vaticano interviene pesantemente per chiarire al Parlamento Italiano quali sono le modifiche a lui gradite da apportare alla legge sull’Omotransfobia, i Sindacati scendono in campo per sostenere i privilegi di chi deve il proprio posto di lavoro al gradimento di un Vescovo cattolico.
Sono due facce della stessa medaglia, logica conseguenza del regime concordatario che vincola lo Stato italiano ai voleri di una singola confessione religiosa, né più, né meno di quello che succede in Polonia o in Iran.

Questo il delirante testo del comunicato congiunto di molte sigle:

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Istituzioni laicità Vescovi

Il Vaticano pretende obbedienza sul ddl Zan

Tratto da La Stampa 22/6/2021

La Santa Sede cambia il passo diplomatico sul disegno di legge contro l’omofobia. La sorpresa anche nelle Sacre Stanze: «In genere la linea di questo pontificato è sempre stata quella di non entrare direttamente in vicende nazionali»

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Istituzioni laicità religioni Vescovi

Comunità cristiane di base italiane: IL NOSTRO NO ALL’INTERFERENZA DELLA CEI SUL DDL ZAN

Tratto da cdbitalia.it Le Comunità cristiane di base italiane, riunite in modalità online – causa pandemia – per il loro Seminario nazionale, esprimono il loro turbamento e il loro dissenso per la presa di posizione della Presidenza della Conferenza episcopale italiana contro il ddl Zan.

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Istituzioni laicità Vescovi

Il Primo maggio 2021 a Torino entra nel calendario ecclesiastico

Tratto da Torino Today

Ormai è chiaro l’assetto istituzionale: Sindaco, Industriali, Sindacati e Arcivescovo. Ci domandiamo come mai, dopo l’Inno dei Lavoratori, non si reciti tutti insieme un Ave Maria…

“Le modalità dell’evento organizzato da Cgil, Cisl e Uil

L’iniziativa si terrà sabato 1°maggio a partire dalle 9.45, all’interno del Comune di Torino presso la “Sala Carpanini”, e sarà aperta dalla Banda dei Vigili Urbani che intonerà l’Inno dei Lavoratori. Seguiranno gli interventi della Sindaca di Torino, Chiara Appendino, dell’Arcivescovo di Torino, Mons. Nosiglia, di un rappresentante della Regione Piemonte, di tre delegati in rappresentanza dell’industria, del terziario e della sanità e dei Segretari Generali di Cgil-Cisl-Uil di Torino. L’iniziativa sarà trasmessa in diretta Facebook sulle rispettive pagine di Cgil Torino, Cisl Torino-Canavese e Uil Piemonte. La stessa diretta sarà diffusa in modalità audio e video in Piazza San Carlo, dove un presidio simbolicamente presenzierà e allestirà la piazza.”

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Vescovi

Derive liberticide o tutela dei diritti?

La Conferenza episcopale italiana si è espressa sul disegno di legge sull’omofobia che giace nei cassetti della Commissione giustizia del Senato dal 7 ottobre scorso, che è stato presentato dal deputato del Pd Alessandro Zan il 2 maggio 2018 e la cui votazione è prevista a luglio. La Cei ha detto che “un’eventuale introduzione di ulteriori norme incriminatrici rischierebbe di aprire a derive liberticide, per cui – più che sanzionare la discriminazione – si finirebbe col colpire l’espressione di una legittima opinione”.

Un simile pronunciamento è contrario ai principi della laicità o si tratta di semplice libertà di espressione da parte di una istituzione religiosa che, con ogni evidenza, non ha risolto nessuno dei suoi problemi rispetto alle questioni che riguardano il sesso?

Non credo che la risposta sia scontata, perché se così fosse dovremmo avere il coraggio di stigmatizzare ogni pronunciamento dei Vescovi sull’attività legislativa anche quando esso esprime contenuti molto più condivisibili, solidaristici o sociali.

La risposta è nel vento, ma per approfondire vi rimando all’articolo pubblicato da Jennifer Guerra su The Vision